Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
martedì 30 giugno 2026
lunedì 29 giugno 2026
domenica 28 giugno 2026
sabato 27 giugno 2026
Better days di Luca Gamberini (Arcipelago Itaca)
Luca Gamberini (Bologna 1986) ha pubblicato le raccolte di versi Neoklassico (2014), Un etto d’amore (Lascio?) (Ensemble 2018), Pensa che cretino che è l’amore (Mondadori 2021). Per puntoacapo, sempre in poesia, sono più recentemente usciti i volumi Cromatismi (2022) e Non rime di frattura (2024). Per il teatro ha scritto Tra Venere e le Sirene, che ha debuttato al Teatro degli Angeli nel gennaio del 2020. Ideatore della performance #PoesiaEspressa® e della serie grafica Stilemi, ha esordito in ambito fotografico con la prima personale L’Arte svelata. Sguardi che vanno oltre (Bologna, settembre 2021).
Si tratta pertanto di un
libro di ispirazione cristiana, anzi cattolica. Vigilato da una figura materna
che implica generazione e custodia, memoria, lacerazione e proiezione in un
mondo ulteriore e disincarnato che unisce alla promessa dell’incanto lo sperdimento
in una dimensione di luce che corrisponde alla cecità dell’abbagliamento.
Mentre la tripartizione suggerisce una linearità ascendente, allusiva di
un’ideale di vita virtuosa. Quasi un itinerario catechistico che invita ad
aprire le orecchie alla parola, il cuore alla fede, gli occhi alla luce. […] Dalla
prefazione di Eugenio Lucrezi
venerdì 26 giugno 2026
giovedì 25 giugno 2026
mercoledì 24 giugno 2026
martedì 23 giugno 2026
lunedì 22 giugno 2026
domenica 21 giugno 2026
Wolfango Testoni pubblica con Manni "Sulla materia opaca"
Sulla materia opaca è un’opera di piena maturità dove Wolfango Testoni, partendo spesso da una “realtà feriale, domestica”, riesce a comporre quadri poetici in cui possono apparire, oltre a figure umane, figure di animali, fatti a loro volta personaggi, nell’ampio e imprevedibile campo dell’immaginazione.
La considerevole varietà aperta dei ritmi e del metro di ogni componimento, con un felice ricorso frequente alla prosa poetica, conferisce singolare efficacia al tracciato, e mostra una personalità d’autore che si realizza in modo autonomo sia nel vasto panorama e campionario delle scelte tematiche a cui fa ricorso, sia nel controllo, anche attentamente artigianale, dello stile. Una voce, dunque, tra gli oggi circa cinquantenni, da collocare tra le più interessanti e in evidente, progressiva evoluzione.
Maurizio Cucchi
sabato 20 giugno 2026
venerdì 19 giugno 2026
giovedì 18 giugno 2026
mercoledì 17 giugno 2026
martedì 16 giugno 2026
lunedì 15 giugno 2026
domenica 14 giugno 2026
sabato 13 giugno 2026
Nosgnor. Lamenti, preghiere e poesie in cerca di un Dio vicino e lontano di Giovanni Tesio (Interlinea)
«Non è da poco comprendere che hai voluto/ fare dell’uomo- e dunque di me-una creatura/ che dalla tua altezza hai scelto»
venerdì 12 giugno 2026
giovedì 11 giugno 2026
mercoledì 10 giugno 2026
lunedì 8 giugno 2026
domenica 7 giugno 2026
Una gioiosa fatica (1964-2022) di Angelo Gaccione a cura di Giuseppe Langella (La Scuola di Pitagora)
La breve poesia che apre questa raccolta preannuncia già, non solo la temperie del nostro tempo, ma anche l’amaro grido di protesta che avrebbe segnato tutta la versificazione di Angelo Gaccione: «Quando la notte / uccide la luce / tutti gli uccelli più gai / vanno a morire». (Franco Loi) Che sia anzitutto un impulso morale a motivare i versi di questa raccolta è cosa ben avvertibile, e Gaccione punta dritto su rigore e onestà. Tra le varie possibili declinazioni di quell’impulso primario ecco l’indignazione e l’incitamento, il giudizio pacato e la frustata polemica, la confessione inerme, la caricatura e la gelida constatazione. Ne "Le arrabbiate", in particolare, la voce si fa esortazione risentita e tambureggiante, a sottolineare un disagio non transitorio; mentre ne "Le ultime", egualmente engagées, fa spicco un falsetto parodistico. (Tiziano Rossi). È amore anche l’ostinazione a ribellarsi al male, alla vita che non fiorisce più e s’accascia come aspettasse, del resto invano, il giorno del giudizio. Vale per le più antiche poesie del luogo natio, degli affetti che sanno di radici e di terra, e s’addensa con nuovi equilibri narrativi per cogliere sdegno e angoscia. Tragicamente espressiva la bellissima poesia per i bambini morti nella Scuola Numero Uno di Beslan durante lo scontro tra i separatisti ceceni e i corpi speciali russi nel 2008. (Fulvio Papi)
sabato 6 giugno 2026
Acque Farsa di Ulrich Estarossa (Transeuropa)
Acque Farsa è una silloge potente, una stratificazione di versi audaci e sperimentali, dove la parola diventa materia viva e spesso ferita. Con una lingua intensa, frammentaria e viscerale, Ulrich Estarossa attraversa territori privati e collettivi, esplorando la famiglia, l’identità, il disagio mentale, l’amore, la violenza della guerra e le contraddizioni della società contemporanea. Ogni poesia è un’immersione nei limiti e nelle fragilità dell’umano, un invito coraggioso e provocatorio a ripensare il mondo attraverso il filtro della sensibilità poetica. Una raccolta che colpisce per originalità, intensità e capacità di lasciare nel lettore tracce profonde e inquietanti
venerdì 5 giugno 2026
giovedì 4 giugno 2026
Nei gioghi dell'infinito mondo di Paolo Landi (Carabba)
La poesia di Landi accompagna il lettore in un’ascesa sonora e luminosa, dove la realtà si riforgia in un delirio d’apoteosi e la bellezza, risorta, torna a scorrere come un fiume misterioso e assoluto. I “gioghi” dell’infinito mondo sono i passaggi segreti dell’anima: luoghi di peso e di rivelazione, crinali dove l’ombra si confronta con la luce e il silenzio si apre al canto. Le poesie raccolte attraversano detriti di amori, echi sommersi, epifanie improvvise, trasformando il dolore in materia luminosa e il ricordo in forza generatrice. In queste pagine la parola diventa musica originaria, capace di sollevare e trasfigurare, restituendo al mondo la sua più profonda e misteriosa bellezza (dalla Prefazione di Antonio Spadano).
mercoledì 3 giugno 2026
Stormo bianco (1912-1918). Versione ritmica con testo russo accentato a fronte di Anna Achmàtova (La Vita Felice)
Stormo bianco, pubblicato nel 1917, è uno dei libri più intensi e rivelatori di Anna Achmàtova: un’opera di passaggio, scritta sul crinale di una frattura storica ed esistenziale, in cui la voce lirica raggiunge una limpidezza tragica senza precedenti. Se le prime raccolte avevano imposto Achmàtova come una delle figure centrali dell’acmeismo russo, Stormo bianco segna un punto di svolta: la poesia si fa più scarna, più severa, come se ogni parola dovesse giustificare la propria presenza. L’amore, la separazione, l’attesa, la memoria – temi già centrali nella sua opera – vengono qui attraversati da una nuova consapevolezza del limite, della perdita, della fine di un mondo. In queste poesie, Achmàtova abbandona ogni ornamento superfluo e affida al ritmo, alla pausa, all’allusione il compito di dire l’indicibile. La sua parola diventa testimonianza, ma senza mai perdere la grazia formale che la distingue. Stormo bianco è una raccolta fondamentale della poesia russa del Novecento, e un libro in cui l’esperienza individuale si trasforma in un destino condiviso
martedì 2 giugno 2026
Dove sei di Giorgio Bolla (Book Editore)
Questo libro raccoglie le poesie scritte ad un amore felino: Ange, il gatto egizio che è stato compagno di vita dell'autore per 16 anni. Un'opera dove il rapporto tra i gatti e gli umani si manifesta in tutto lo straordinario mistero che chi ama i felini conosce molto bene... Prefazione di Plinio Perilli
lunedì 1 giugno 2026
Ai poeti. Versi per Blok, Achmatova, Majakovskij e Puškin di Marina Cvetaeva e Paola Ferretti (Curatore) edito da Einaudi
Allineati uno dopo l'altro, questi quattro cicli compongono un affresco di grande effetto, in cui la voce dell'autrice si potenzia rifrangendosi nelle poetiche altrui. Ne emerge una società dei poeti che è insieme pantheon e specchio: un quadrilatero di solitudine e splendore, dove la poesia si misura con la morte, l'esilio, la storia, affermando la propria irriducibile sovranità.
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Le parole sono veicoli di senso, ma si può sempre credere ai seguaci della poesia? In questa personale Odissea, la realtà quotidiana dell...
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In morte di un poeta: Giovanni Dettori – La Bottega del Barbieri








