Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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mercoledì 3 giugno 2026

Stormo bianco (1912-1918). Versione ritmica con testo russo accentato a fronte di Anna Achmàtova (La Vita Felice)

 Stormo bianco, pubblicato nel 1917, è uno dei libri più intensi e rivelatori di Anna Achmàtova: un’opera di passaggio, scritta sul crinale di una frattura storica ed esistenziale, in cui la voce lirica raggiunge una limpidezza tragica senza precedenti. Se le prime raccolte avevano imposto Achmàtova come una delle figure centrali dell’acmeismo russo, Stormo bianco segna un punto di svolta: la poesia si fa più scarna, più severa, come se ogni parola dovesse giustificare la propria presenza. L’amore, la separazione, l’attesa, la memoria – temi già centrali nella sua opera – vengono qui attraversati da una nuova consapevolezza del limite, della perdita, della fine di un mondo. In queste poesie, Achmàtova abbandona ogni ornamento superfluo e affida al ritmo, alla pausa, all’allusione il compito di dire l’indicibile. La sua parola diventa testimonianza, ma senza mai perdere la grazia formale che la distingue. Stormo bianco è una raccolta fondamentale della poesia russa del Novecento, e un libro in cui l’esperienza individuale si trasforma in un destino condiviso




martedì 2 giugno 2026

Dove sei di Giorgio Bolla (Book Editore)

Questo libro raccoglie le poesie scritte ad un amore felino: Ange, il gatto egizio che è stato compagno di vita dell'autore per 16 anni. Un'opera dove il rapporto tra i gatti e gli umani si manifesta in tutto lo straordinario mistero che chi ama i felini conosce molto bene... Prefazione di Plinio Perilli




lunedì 1 giugno 2026

Ai poeti. Versi per Blok, Achmatova, Majakovskij e Puškin di Marina Cvetaeva e Paola Ferretti (Curatore) edito da Einaudi

 Allineati uno dopo l'altro, questi quattro cicli compongono un affresco di grande effetto, in cui la voce dell'autrice si potenzia rifrangendosi nelle poetiche altrui. Ne emerge una società dei poeti che è insieme pantheon e specchio: un quadrilatero di solitudine e splendore, dove la poesia si misura con la morte, l'esilio, la storia, affermando la propria irriducibile sovranità.


Tra il 1916 e il 1933 Marina Cvetaeva compone quattro cicli di versi dedicati ad Aleksandr Blok, Anna Achmatova, Vladimir Majakovskij e Aleksandr Puškin. Non sono omaggi d'occasione, ma attraversamenti vertiginosi, dialoghi "in absentia", investiture e sfide. La poesia diventa il luogo di un confronto assoluto, nel quale l'effigie dell'altro coincide con l'autoritratto, e la consacrazione del destinatario si rovescia in una dichiarazione di identità e di status. Blok è l'epifania angelica e inattingibile, un dio della poesia oggetto di un'infatuazione trasognata e di un'adorazione che si muta in compianto dopo la sua scomparsa; Achmatova è Musa e antagonista, sovrana di un dominio poetico femminile conteso; Majakovskij è il fratello dissonante, travolto dalla furia del secolo; Puškin, infine, è il classico restituito alla sua forza indomita, profondamente immerso nella Russia del presente e del tutto in sintonia col sentire cvetaeviano




Stormo bianco (1912-1918). Versione ritmica con testo russo accentato a fronte di Anna Achmàtova (La Vita Felice)

  Stormo bianco, pubblicato nel 1917, è uno dei libri più intensi e rivelatori di Anna Achmàtova: un’opera di passaggio, scritta sul crinale...

Milano