Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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martedì 14 aprile 2026

Tre poesie di Hannah Sullivan (Crocetti)

 Premiato con il T.S. Eliot Prize for Poetry nel 2018, l’esordio di Hannah Sullivan ha segnato l’irrompere sulla scena internazionale di una voce assolutamente originale, capace di combinare e di mettere in dialogo la rappresentazione del nostro tempo, nei suoi aspetti più crudi e paradossali, con le forme della tradizione poetica più alta. Complice una lingua nutrita di percezioni, riflessioni e allusioni letterarie, Sullivan ci racconta una tranche de vie, dall’educazione sentimentale e sessuale di una giovane donna a New York fino all’esperienza della gravidanza e del parto, che coincidono con la perdita del padre. I temi della vita, della morte e della ripetizione appaiono qui rinnovati da un’invenzione poetica inesauribile, che è uno sguardo insieme lucido e straniato su ciò che siamo e sul mondo in cui viviamo. Piangi all’inizio del viaggio, anche prima che inizi l’imbarco, piangi lacrime di mirtilli, più luminose degli occhi delle rondini, più profonde degli stagni nel cortile pulito di tuo padre, se non piangi ora, potresti non piangere più





lunedì 13 aprile 2026

La prima parola di Rita Pacilio (Di Felice Edizioni)

 La prima parola non è soltanto una poesia: è un fiume di vita che scorre e rifluisce, un respiro che intreccia memoria, spiritualità, fragilità e forza. La voce di Rita Pacilio ha l’ampiezza di una litania e la delicatezza di una confessione: raccoglie i tempi, i legami familiari, la perdita e la salvezza, e li avvolge in un flusso lirico ininterrotto, dove il verso non cerca la chiusura, ma l’apertura. Il poema nasce dalla luce di una “prima parola” – immagine originaria, quasi biblica – e abbraccia l’intero spettro dell’esistenza: la morte dei genitori, il mistero dell’infanzia, la gioia dell’amore, la precarietà del tempo, l’invocazione di Dio. Tutto respira in successioni ampie, a spirale, dove la memoria personale diventa memoria collettiva. Dalla postfazione di Eliza Macadan




domenica 12 aprile 2026

A mors di Raffaele Lauriola (Il Convivio)

Eros e Thánatos sono forze carnali, spesso richiamate all’unisono da molte immagini, che si incontrano nella lettura di questa silloge. Sono due demoni uniti dalla mancanza, espressa dall’a privativa di “A mors”. La sottrazione non è calcolo necessario, ma un cappio che avvince, un nodo che lega all’abisso, il vincolo di un’oscura somiglianza. In questo universo, fatto di tagliente ariosità, si collocano i testi, le parole abitabili come case, direbbe Thierry Metz, costruite ad arte, secondo le forme di uno spazio e un tempo completamente relativi. La voce di Raffaele Lauriola permette di connetterci con le nostre parti più recondite, più contraddittorie, permette di guardarci senza percepire un ordine, senza limitarci nella finitezza del gesto, nel recinto della razionalità. Ci consente di guardare come se fossimo collocati in un cielo, di cui l’apertura dello sguardo conserva la bellezza, non solo ottica, per poter trasalire sempre. (Paola Di Toro)





venerdì 10 aprile 2026

Le parole e l'ombra. Poesie 2019-2022 di Paolano Ferrantino ( Iride)

 "L'insufficienza delle parole, la nettezza possibile delle parole, la forza traente delle parole, lo scostamento delle parole dalle cose, l'infiorescenza narcisistica delle parole, la ritrazione delle parole a fronte di suono e immagine, la sordità delle parole, la involontaria menzogna delle parole, gli aloni delle parole, i sensi nascosti delle parole, la povertà delle parole, la doppiezza o l'ambiguità delle parole, ciò che fa ombra alle parole e le ombre che le parole proiettano con il loro spessore: ciò si mostra come in un caleidoscopio nella poesia di Paolano Ferrantino, che sembra aprire i battenti, in questa raccolta, del suo pensatoio, del suo laboratorio. Marcello Carlino Si tratta di una raccolta di notevolissimo valore. Un testo esemplare di come si possa fare poesia senza personaggi, con la sola eccezione dell'io e di anonime ombre fuggitive." (Giuseppe Amoroso)




giovedì 9 aprile 2026

Lecce verso il Nobel? Nasce il Tempio della Pace: il “laboratorio” che sfida l’antisemitismo e l’odio nel Mediterraneo e nel mondo

 Nasce a Lecce il Tempio della Pace: dove le fedi si incontrano e la pace si costruisce Il 9 aprile 2026, ore 18,30, nel cuore del centro storico di Lecce, in via Madonna degli Studenti, sarà inaugurato il Tempio della Pace, un laboratorio permanente di dialogo interreligioso e costruzione di pace nel Mediterraneo, promosso dall’Associazione Horah APS ETS con sede a Lecce. In un tempo segnato dal ritorno dell’antisemitismo, dei razzismi e dei linguaggi d’odio, il Tempio della Pace nasce come luogo fisico e simbolico per disarmare le parole, costruire ponti tra le fedi e trasformare Lecce in una città della pace riconosciuta a livello internazionale. All’inaugurazione prenderanno parte autorità politiche, rappresentanti delle comunità cattolica, ebraica, musulmana, ortodossa, altre tradizioni religiose e spirituali, insieme al mondo dell’università e dell’associazionismo. Nel corso della cerimonia verrà presentato il “Patto di Lecce per la Pace”, un impegno comune a promuovere iniziative culturali, educative, artistiche e solidali con al centro la dignità di ogni persona. «Il Tempio della Pace – spiega Grazia Piscopo, presidente dell’Associazione Horah – è la risposta concreta a una cultura dell’odio che ogni giorno avvelena il dibattito pubblico, online e offline. Vogliamo trasformare Lecce, città ponte del Mediterraneo, in un luogo dove le differenze non dividono, ma diventano risorsa di dialogo, ascolto e costruzione di futuro». Il progetto prevede, accanto al Tempio come luogo fisico, una rete diffusa di iniziative: il Primo Forum Interreligioso del Tempio della Pace, il programma “Tempio della Pace nelle scuole”, il Festival della Pace, laboratori artistici, podcast, percorsi di memoria e formazione per giovani e adulti. L’obiettivo, in un arco temporale di 5–7 anni, è costruire un percorso documentato che possa candidare Lecce – o il Tempio della Pace – al Premio Nobel per la Pace, sulla scia di altre esperienze di città e comunità riconosciute per il loro impegno collettivo. Il Tempio della Pace invita fin d’ora istituzioni, fondazioni, imprese e singoli cittadini a diventare “Amici del Tempio”, aderendo all’Albo dei Benefattori e sostenendo le attività attraverso donazioni, partnership, progetti comuni




Tweet dell'anima di Ace Mermolja (Vita Activa)

 La raccolta di poesie di Ace Mermolja Tweet dell’anima (Vita activa – Est-Ztt, Trieste 2019), ottimamente tradotta da Darja Betocchi, che firma anche un esauriente saggio introduttivo, è una narrazione dell’anima. Non si esaurisce in poche parole, in slogan ridotti al minimo e alla ricerca dell’effetto garantito. È una presenza diversa, un’esplorazione dell’esserci, come direbbero i filosofi, che non ha nulla a che fare con la ricerca della visibilità effimera in un’inondazione di presenze, erroneamente convinte che la quantità, prima o poi, si trasformi in qualità.

A leggere i versi di Ace Marmolja mi è tornata in mente un’intervista al regista russo Nikita Sergeevič Mihalkov in occasione della presentazione del film Oči černye con Marcello Mastroianni.

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Tre poesie di Hannah Sullivan (Crocetti)

  Premiato con il T.S. Eliot Prize for Poetry nel 2018, l’esordio di Hannah Sullivan ha segnato l’irrompere sulla scena internazionale di un...

Milano