Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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giovedì 19 febbraio 2026

Gli anni di mezzo di Rudyard Kipling a cura di Maurizio Maria Taormina (Oligo)

 Pochi libri raccontano con tanta lucidità e disperazione la fine di un tempo e l’inizio dell’abisso. Queste non sono solo poesie: sono epitaffi, inni spezzati, avvisi ai sopravvissuti.

«Tradotta integralmente "Gli anni di mezzo", la raccolta dove lo scrittore britannico affrontò la Grande guerra in cui perse il figlio diciottenne. Vi si trovano lo strazio, l'orgoglio per l'eroismo del giovane uomo, l'ira verso l'ignavia dei potenti.» - Daniele Piccini, La Lettura


Per la prima volta in italiano una delle raccolte poetiche più dimenticate e più potenti del primo Novecento: le liriche che Rudyard Kipling dedica agli anni della fine: la fine di un impero, di un ordine, di un’illusione. Composte tra l’inizio del Novecento e la fine della Grande Guerra – che gli strappò il figlio – queste poesie sono il diario interiore di un mondo che si frantuma, e di un uomo che tenta di dare senso alla perdita. Un Kipling diversissimo dall’autore del "Libro della giungla", che dietro la voce solenne e ferita del poeta, dipana il crollo della fiducia nella civiltà, la rabbia contro i nemici, il lutto, e il dubbio che nulla sarà più come prima




Casatenovo: ciclo di incontri sulla poesia delle origini con il professor Motta - Casateonline

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“Donne e soffi di poesia”: la presentazione del libro di Pinuccia Mazzola con open mic finale - Città della Spezia

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Il festival "Poetico" che omaggia la poesia d'autore sbarca a Longiano con quattro ospiti d'eccezione

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La poesia conquista la città. La scrittrice romagnola Mariangela Gualtieri in residenza a Pesaro dal 23 al 27 febbraio

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Finale del concorso “Ossi di Seppia”: Libri & Canzonette a Sanremo - La Stampa

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mercoledì 18 febbraio 2026

La linea spezzata di Fabrizio Lombardo (Donzelli)

 Un libro duplice e reversibile, nello sforzo più alto di una voce già distinta e distinguibile come quella di Lombardo. Ma un libro mai doppio, che apre a una visione potente del contemporaneo, attraverso il racconto di un lento e silenzioso crollo della società e della cultura occidentale, della poesia come strumento di descrizione del mondo. E che si muove tra narrazione, fotografia, riflessione, con l'ambizione di restituire la complessità del tempo vissuto. Pur sempre immaginato.

«Fabrizio Lombardo ritrova il sé bambino alla fine dei Settanta e rivive il rapporto con la figura genitoriale alla luce della sua condizione attuale, mentre le vicende sociali e politiche di quella stagione si riverberano ancora sul presente.» - Roberto Galaverni, La Lettura


Un libro spezzato in due, come il suo titolo e la sua partitura, per delineare la separatezza tra i tempi del vivere e del contemporaneo. Questo è La Linea spezzata di Fabrizio Lombardo. E spezzata in due appare anche l'unica poesia possibile oggi, come il suo linguaggio. Da un lato gli anni settanta e ottanta, nel ricordo di un bambino, poi di un ragazzo, cresciuto osservando la lotta operaia e il conflitto di classe, attraverso la ribellione artistica del punk; dall'altro la vita adulta nella genitorialità del nuovo millennio, nell'amore della vita coniugale, e il lavoro di una professione qualificata con il salto, e il rientro, all'interno di una dimensione dell'abitare opposta alla prima: una zona solo borghese, e solo apparentemente borghese. Nel ridisegnare una impossibile memoria intergenerazionale, questo libro – affatto scontato sulla scena contemporanea – rimarca la scissione e l'unione salda tra esperienza individuale e storia collettiva, in un viaggio che corrode e divarica in due l'Italia: l'epoca appena successiva all'utopia del Sessantotto e il senso imprendibile del presente. Una prima parte, come storia primitiva, racconta la vera e propria linea spezzata (nel richiamo al terrorismo di prima linea) ed è a sua volta concepita in capitoli, dove la vicenda privata si fonde con il paesaggio politico e culturale degli anni settanta, fino a confluire in Ionio, sezione stratificata in cui il lutto per la morte del padre, e il legame con la Calabria, si sovrappongono in un movimento temporale fluido. Una seconda vicenda, Strategie di fuga, rallenta l'andatura del racconto catturando ritratti brevi, testi pensati come fotografie in bianco e nero con volti, luoghi, istantanee che lo sguardo coglie passando in auto, accanto a figure celebri di poeti e di scrittori quali frammenti di una geografia emotiva e culturale. Con lo sfondo in movimento e stasi dell'amore. Ed è questo Atlante dei giorni a far emergere un «noi» generazionale, mai dichiarato ma profondamente presente, pagine come un'eco condivisa





Gli anni di mezzo di Rudyard Kipling a cura di Maurizio Maria Taormina (Oligo)

  Pochi libri raccontano con tanta lucidità e disperazione la fine di un tempo e l’inizio dell’abisso. Queste non sono solo poesie: sono epi...

Milano