Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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domenica 7 giugno 2026

Una gioiosa fatica (1964-2022) di Angelo Gaccione a cura di Giuseppe Langella (La Scuola di Pitagora)

 La breve poesia che apre questa raccolta preannuncia già, non solo la temperie del nostro tempo, ma anche l’amaro grido di protesta che avrebbe segnato tutta la versificazione di Angelo Gaccione: «Quando la notte / uccide la luce / tutti gli uccelli più gai / vanno a morire». (Franco Loi) Che sia anzitutto un impulso morale a motivare i versi di questa raccolta è cosa ben avvertibile, e Gaccione punta dritto su rigore e onestà. Tra le varie possibili declinazioni di quell’impulso primario ecco l’indignazione e l’incitamento, il giudizio pacato e la frustata polemica, la confessione inerme, la caricatura e la gelida constatazione. Ne "Le arrabbiate", in particolare, la voce si fa esortazione risentita e tambureggiante, a sottolineare un disagio non transitorio; mentre ne "Le ultime", egualmente engagées, fa spicco un falsetto parodistico. (Tiziano Rossi). È amore anche l’ostinazione a ribellarsi al male, alla vita che non fiorisce più e s’accascia come aspettasse, del resto invano, il giorno del giudizio. Vale per le più antiche poesie del luogo natio, degli affetti che sanno di radici e di terra, e s’addensa con nuovi equilibri narrativi per cogliere sdegno e angoscia. Tragicamente espressiva la bellissima poesia per i bambini morti nella Scuola Numero Uno di Beslan durante lo scontro tra i separatisti ceceni e i corpi speciali russi nel 2008. (Fulvio Papi)





sabato 6 giugno 2026

Acque Farsa di Ulrich Estarossa (Transeuropa)

 Acque Farsa è una silloge potente, una stratificazione di versi audaci e sperimentali, dove la parola diventa materia viva e spesso ferita. Con una lingua intensa, frammentaria e viscerale, Ulrich Estarossa attraversa territori privati e collettivi, esplorando la famiglia, l’identità, il disagio mentale, l’amore, la violenza della guerra e le contraddizioni della società contemporanea. Ogni poesia è un’immersione nei limiti e nelle fragilità dell’umano, un invito coraggioso e provocatorio a ripensare il mondo attraverso il filtro della sensibilità poetica. Una raccolta che colpisce per originalità, intensità e capacità di lasciare nel lettore tracce profonde e inquietanti




giovedì 4 giugno 2026

Nei gioghi dell'infinito mondo di Paolo Landi (Carabba)

La poesia di Landi accompagna il lettore in un’ascesa sonora e luminosa, dove la realtà si riforgia in un delirio d’apoteosi e la bellezza, risorta, torna a scorrere come un fiume misterioso e assoluto. I “gioghi” dell’infinito mondo sono i passaggi segreti dell’anima: luoghi di peso e di rivelazione, crinali dove l’ombra si confronta con la luce e il silenzio si apre al canto. Le poesie raccolte attraversano detriti di amori, echi sommersi, epifanie improvvise, trasformando il dolore in materia luminosa e il ricordo in forza generatrice. In queste pagine la parola diventa musica originaria, capace di sollevare e trasfigurare, restituendo al mondo la sua più profonda e misteriosa bellezza (dalla Prefazione di Antonio Spadano).




Musica e poesia. L’arte invade tutta la città

Musica e poesia. L’arte invade tutta la città

Milano