Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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mercoledì 21 ottobre 2026

Canzoni alla fine di Iryna Shuvalova a cura di Alessandro Achilli, Yaryna Grusha (Interlinea)

 



















Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l'attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell'oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l'esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall'ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l'incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c'è chi sceglie di girarsi dall'altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha)

La nostra villeggiatura celeste. Poesie 2012-2021 di Pietro Polverini a cura di Francesco Ottonello (Interlinea)

 
















Una raccolta di testi inediti di Pietro Polverini (1992-2023), una delle voci poetiche italiane più intense e vertiginose della sua generazione, cresciuta tra analogico e digitale. L'intento è quello di fornire un "ritorno" da quella «vacanza celeste» ossessivamente profetizzata dai versi del poeta. «l'opera di Polverini consiste anzitutto in una profonda meditazione sul senso di scomparsa individuale: anche il suo esordio è un libro sullo sbiadimento e sulla memoria come ricerca ossessiva della parola fino alla dissoluzione. Più che un itinerario, una "vacanza" da cui non tornare, intesa nel senso etimologico di vuoto» (dalla Presentazione di Francesco Ottonello)

lunedì 19 ottobre 2026

Addio Café Lambert di Carmelo Claudio Pistillo - Prefazione di Giancarlo Pontiggia (La Vita Felice)

 Un libro sull’addio che non racconta la fine in quanto è scritto dalla fine. Ogni verso è una sfida e un estremo gesto di fatalità compiuto dal poeta, preda di altre mani. La terra della poesia è la terra dell’origine e del punto di arrivo, che divora sia la vita sia la morte.

Procedendo per dialoghi e apparizioni, la poesia di Pistillo si fa teatro della vita, la memoria si fa scena, mentre l’immagine femminile assurge a simbolo dell’enigma e dell’imminenza. Se prima parla come una supplice: «Non uscire da questa mia scena d’inverno,/ non trattarmi da donna sola», un istante dopo annuncia la sua inviolabilità: «Sono diventata tua madre,/ non puoi più fare l’amore con me./ Non puoi uccidermi». Quattro movimenti compongono quest’opera metamorfica e d’irriducibile solitudine, il cui epilogo è la discesa verso la «soglia dei morti». Drieu la Rochelle, Rimbaud, Blok e altri, sono le grandi ombre della modernità tragica, convocate sul palcoscenico del Café Lambert.





Ritrovato un manoscritto autografo di Vincenzo Monti, il poeta che ispirò Foscolo e Leopardi

Ritrovato un manoscritto autografo di Vincenzo Monti, il poeta che ispirò Foscolo e Leopardi

Canzoni alla fine di Iryna Shuvalova a cura di Alessandro Achilli, Yaryna Grusha (Interlinea)

  Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l'attenzione per ciò che di e...

Milano