Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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giovedì 22 ottobre 2026

Il metrò di Tassoula Karagheorghìou di Gilda Tentorio (Polyhistor)

 




















Presentiamo qui per a prima volta in traduzione italiana, opera di Gilda Tentorio, la raccolta "Il metrò" (2004) della poetessa Tassoula Karagheorghìou, una voce assai apprezzata in Grecia. L'ispirazione nasce dall'esperienza ordinaria dell'immersione nelle viscere di Atene per gli spostamenti in metropolitana. Ma il realismo del quotidiano sfuma in esperienza onirica e simbolica. Là sotto infatti si muove un'umanità anonima, imprigionata in ritmi meccanizzati e spietati, diretta verso il capolinea della vita senza cercarne il senso o i perché. Si tratta quindi di un Ade, un inferno contemporaneo, claustrofobico e inquietante. Fra scale mobili, tunnel, banchine, vagoni gremiti, lo sguardo della poetessa si fa "trasversale", perché attraversa le situazioni, approfondisce la visione oltre la superficie, immersi e mentre la folla corre, si ferma in pause meditative, rischiarate da lampi intertestuali. Scopriamo che nel ventre sotterraneo di Atene, si aggirano figure del mito, consacrate da Omero e dalla tragedia antica: Persefone, Achille, Antigone, Medea. Sono eroi fragili, disorientati, mutilati del loro ruolo tradizionale e immersi in questo cimitero-metropolitana raggelanti

Poesie di Visano di Marco Zam (Transeuropa)

 





















Un turno di lavoro, un cartone di birra, i piselli che il bambino non vuole mangiare. Il tono è piatto, quasi di cronaca, eppure, proprio in quella piattezza si aprono crepe improvvise: un labbro gonfio che nessuno nomina, un palmo pieno di pillole bianche. “Poesie di Visano” sa che il dramma non ha bisogno di essere dichiarato per essere percepito, e che il dettaglio più banale può contenere tutto il peso di un rapporto che resiste e si consuma. Un libro capace di stare nel disagio senza spettacolarizzarlo, e di restituire la bellezza senza che sembri un riscatto

mercoledì 21 ottobre 2026

Canzoni alla fine di Iryna Shuvalova a cura di Alessandro Achilli, Yaryna Grusha (Interlinea)

 



















Iryna Shuvalova è una figura centrale della scena poetica ucraina. La sua lirica è in grado di coniugare l'attenzione per ciò che di eterno il mondo può offrire allo sguardo poetico con il radicamento nell'oggi, con le sue sfide, le sue difficoltà e la sua sofferenza. Canzoni alla fine segna indubbiamente una svolta nella sua poetica, legata all'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Federazione Russa, un evento che ha sconvolto l'esistenza di decine di milioni di persone, dopo il quale nulla potrà essere come prima: «una poesia riflessiva, che non ha fretta di correre via dall'ineluttabilità del presente, in cui i versi spesso si allungano perché si possa provare a comprendere l'incomprensibile di quello che sta accadendo sotto gli occhi di tutti, anche se c'è chi sceglie di girarsi dall'altra parte» (dalla presentazione di Alessandro Achilli e Yaryna Grusha)

La nostra villeggiatura celeste. Poesie 2012-2021 di Pietro Polverini a cura di Francesco Ottonello (Interlinea)

 
















Una raccolta di testi inediti di Pietro Polverini (1992-2023), una delle voci poetiche italiane più intense e vertiginose della sua generazione, cresciuta tra analogico e digitale. L'intento è quello di fornire un "ritorno" da quella «vacanza celeste» ossessivamente profetizzata dai versi del poeta. «l'opera di Polverini consiste anzitutto in una profonda meditazione sul senso di scomparsa individuale: anche il suo esordio è un libro sullo sbiadimento e sulla memoria come ricerca ossessiva della parola fino alla dissoluzione. Più che un itinerario, una "vacanza" da cui non tornare, intesa nel senso etimologico di vuoto» (dalla Presentazione di Francesco Ottonello)

Il metrò di Tassoula Karagheorghìou di Gilda Tentorio (Polyhistor)

  Presentiamo qui per a prima volta in traduzione italiana, opera di Gilda Tentorio, la raccolta "Il metrò" (2004) della poetessa ...

Milano