Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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lunedì 21 settembre 2026

La sepoltura dei fulmini di Agostino Cornali (Einaudi)

 
























Una montagna avvolta dalla nebbia, una casa abitata dai ricordi, telefoni che squillano nella notte, viaggi verso città lontane e presenze che sembrano non andarsene mai. In La sepoltura dei fulmini la memoria si muove tra sogno e realtà, tra vivi e morti, tra paesaggi familiari e territori interiori piú oscuri. Attraverso indizi, frammenti, oggetti, situazioni che riaffiorano in tempi e luoghi diversi Agostino Cornali alimenta un’atmosfera di ombre misteriose ma quotidiane, in cui balugina l’intatta presenza di chi è vivo e di chi è morto. I frammenti di una vita – episodi domestici, visioni, racconti tramandati – si intrecciano in una narrazione poetica e inquieta, dove ogni voce sembra provenire da una crepa del tempo, incrociando storia personale (l’infanzia a Milano, le estati in montagna, i lutti familiari...) e Storia con la «s» maiuscola (la strage di Gorla, la Guerra Fredda e la minaccia nucleare negli anni Ottanta). Un libro intenso e visionario, che esplora l’ostinata persistenza delle immagini, dei luoghi e delle persone che continuano ad accompagnarci, anche quando crediamo di averle perdute

domenica 20 settembre 2026

“Caffè degli addii”, riemerge dall’archivio l’ultima poesia inedita di Ferruccio Benzoni - da La Voce di Cesenatico

 

















Un manoscritto inedito, già ordinato e pronto per la stampa, riemerge dalle carte d’archivio di Ferruccio Benzoni. È un piccolo tesoro rimasto a lungo nell’ombra: una raccolta di versi che attendeva soltanto di essere riportata alla luce e restituita ai lettori.

“Caffè degli addii. Poesie” uscirà venerdì 25 settembre in tutte le librerie e sulle piattaforme online per La Setta dei Poeti Estinti, all’interno della collana di poesia “Yawp”. La prima edizione sarà particolarmente preziosa: appena 300 copie numerate, distribuite da LibroCo Italia attraverso MediaLibri e FastBook e già disponibili in preordine. Il volume conta 76 pagine, costa 13 euro ed è accompagnato dalla prefazione del critico letterario Massimo Raffaeli.


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Premio Letterario Camaiore 2026. Luca Giordano conquista la vittoria

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A 102 anni pubblica il suo primo libro di poesie: la storia di Serafino Gaetano Amico

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sabato 19 settembre 2026

“Paradiso” di Dana Ghetilieri (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 Il volume si inserisce nel panorama della poesia contemporanea come un poema narrativo in versi che recupera una struttura classica per raccontare un futuro prossimo segnato dal collasso della civiltà digitale. L’opera si compone di 33 canti e si presenta come una riscrittura in chiave distopica del viaggio dantesco, collocata in un contesto tecnologico dominato dall’intelligenza artificiale e da sistemi di controllo sociale.

L’ambientazione è quella di un mondo post-bellico, situato temporalmente nello stesso gennaio 2026, in cui la società umana risulta divisa in due realtà contrapposte. Da una parte si trova una natura ferita, sfruttata e marginalizzata, dall’altra una metropoli iper-tecnologica governata da un’entità centrale, un’intelligenza artificiale che esercita un controllo capillare attraverso crediti sociali, sorveglianza biometrica e la promessa di una sopravvivenza digitale oltre la morte biologica. In questo scenario prende avvio il percorso della protagonista, Dana detta la “Furiosa”, che si risveglia in un mondo profondamente trasformato e attraversa i diversi livelli di questa nuova civiltà.

Nel corso della narrazione, il poema segue l’evoluzione del viaggio della protagonista, che si muove tra spazi simbolici e incontri emblematici. Attraverso questi passaggi, l’opera affronta in modo diretto e controverso alcune delle principali questioni del dibattito contemporaneo: il transumanesimo, la maternità surrogata, le trasformazioni dell’identità di genere, la gestione tecnologica delle emergenze sanitarie e le politiche ambientali percepite come superficiali o strumentali. Questi temi vengono inseriti in una cornice narrativa che descrive il progressivo crollo del sistema digitale e il fallimento di una società fondata sul controllo totale.

Dal punto di vista ideologico e simbolico, il poema costruisce un’opposizione netta tra un “inferno” tecnologico, rappresentato dalla metropoli governata dall’intelligenza artificiale, e un “paradiso” che coincide con il ritorno alla dimensione reale, corporea e naturale dell’esistenza umana. Il percorso della protagonista diventa così una traversata che mette in discussione la mercificazione dell’essere umano e la riduzione della vita a dato, algoritmo o funzione controllabile

L’opera si colloca nel solco della produzione precedente dell’autrice, che ha già esplorato strutture e immaginari danteschi in chiave contemporanea. In lavori precedenti, Ghetilieri ha attraversato simbolicamente inferni e paradisi dell’animo umano, rielaborando figure storiche e mitologiche e intrecciando riflessioni su identità femminile, corpo e potere. In “Paradiso” questo percorso prosegue e si concentra in modo più marcato sul rapporto tra tecnologia e natura, proponendo una visione che si richiama a una prospettiva ecofemminista.

Il libro è accompagnato da una prefazione della sociologa Daniela Danna, che colloca l’opera all’interno di un più ampio percorso culturale e letterario dell’autrice, sottolineando la continuità con le precedenti esplorazioni poetiche e politiche. “Paradiso” si presenta così non solo come un poema, ma anche come un romanzo d’avventura in versi e come un testo di critica sociale che intende stimolare il dibattito su alcune delle trasformazioni più radicali del presente.

Dal punto di vista editoriale, il volume è pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno ed è disponibile nella sezione blog del sito della casa editrice. Con questa uscita, l’editore propone un’opera che si discosta dalle forme narrative più convenzionali e che si inserisce nel filone della poesia civile e distopica, destinata a suscitare discussione nel panorama culturale contemporaneo.




“Se il tuo amore è pioggia”. Sherko Bekas: storia di un manoscritto ritrovato - Pangea

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Milano