Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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martedì 18 agosto 2026

Rina Pellegri. Una poetessa del novecento di Marzia Minutelli (Società Editrice Fiorentina)

 



















Poetessa dell’estremo Levante ligure, Rina Pellegri (Arcola, 1903 - La Spezia, 1975) è stata anche prosatrice, pubblicista culturale e, nei suoi lunghi anni romani, autrice di testi radiofonici. Tra il 1928 e il 1972 ha dato alle stampe sette raccolte di liriche (Frulli d’ala, Musiche d’acque, Fiori sulla sabbia, Vespri còrsi, Àncore e vele, Canto a due, Le predilette), due libri di memorie (Richiamo da una stella, Miracolo d’amore a rate) e una biografia psicologica Il vessillifero della Bianca Croce. Raffaele Paolucci di Valmaggiore). Verseggiatrice dalla pronuncia limpida e classicamente composta di qualche fama in vita (dal dopoguerra si riconobbe nella defilata «terza corrente» dei realisti lirici), è scivolata nell’ultimo mezzo secolo in un perfetto quanto immeritato oblio. Della «PellegRina», come con amaro calembour onomastico volle autodesignarsi a significare il proprio tribolato destino viatorio, il presente volume, ripercorrendone puntualmente le opere e i giorni e offrendo un’antologia commentata della produzione poetica, restituisce la voce e il volto

lunedì 17 agosto 2026

Poesie 1964-1981 Poesie 1964-1981 di Paolo Prestigiacomo (Interno Poesia)

 



















Paolo Prestigiacomo (1947-1992) è una delle figure più singolari e irregolari della poesia italiana del secondo Novecento. Nato a San Mauro Castelverde, nelle Madonie siciliane, e trasferitosi giovanissimo a Roma, attraversò con intensità febbrile la stagione letteraria degli anni Sessanta e Settanta, fino a compiere un gesto radicale e quasi unico: abbandonare la poesia a trent'anni per dedicarsi esclusivamente alla prosa. Questo volume riunisce per la prima volta, in ordine cronologico, l'intera produzione poetica composta tra il 1964 e il 1981, riportando alla luce un vasto archivio rimasto inedito per oltre trent'anni. Dai testi giovanili di Un'estate della vita di Gera e Canto dell'innocenza, attraversati da un sentimento amoroso assoluto e da una sensualità luminosa e inquieta, fino a Relitti del mare e alle sperimentazioni di Grotteschi e Poesie, emerge il percorso di un autore che fa della poesia un viaggio nei territori più profondi dell'identità, del desiderio e della perdita. Poeta della Sicilia mitica e dell'Arcadia perduta, ma anche della malattia, della morte e delle fratture dell'esistenza, Prestigiacomo costruisce un'opera attraversata da tensioni opposte: canto e tragedia, eros e dissoluzione, classicità e avanguardia, splendore e rovina. La sua scrittura, insieme visionaria e controllata, si muove tra il mito greco, la memoria autobiografica e una continua ricerca linguistica che lo conduce fino ai limiti stessi del discorso poetico. Queste pagine restituiscono così non solo un autore dimenticato da riscoprire, ma una delle avventure letterarie più intense e incompiute della sua generazione: la storia di un poeta che ha cercato nella parola una forma assoluta di conoscenza, lasciando un'opera segnata dall'urgenza, dal rischio e da un inesauribile desiderio di libertà. Nessuno più di lui, fra i poeti della sua generazione, ha voluto detronizzare la poesia dei suoi lussi a buon mercato, e delle sue tenere smancerie; nessuno quanto lui ha voluto usarla come un batiscafo, invece, per sprofondare nei recessi più insondabili della lingua e dell’identità; e nessuno, in questo tentativo, ha avuto lo sprezzo del pericolo di sfigurare a tal punto le proprie fattezze. Paolo Prestigiacomo, il discesista, non ha avuto però il tempo per risalire. È restato sotto, invece, col suo «inesauribile segreto». Spetta a noi leggerlo, adesso: e così riportarlo finalmente alla luce. Andrea Cortellessa "Un archivio tornato alla luce a oltre trent’anni dalla prematura scomparsa di Paolo Prestigiacomo. Un archivio prezioso perché ci fa scoprire un poeta adolescente che smette di scrivere poesie a trent’anni. E dal 1977 si dedica solo alla prosa. Una vita veloce come una cometa. Un maestro delle storie interrotte, tra canto e controcanto, in una lingua cesellata e frugale. Un autore di scandali letterari. Un’opera che ha tutte le caratteristiche del non-finito e dell’incompiuto, che si è tuttavia compiuta in questa mancanza, anticipatrice di una crisi epocale a venire. Un nostro contemporaneo."
 (Gabriella Sica)

Rina Pellegri. Una poetessa del novecento di Marzia Minutelli (Società Editrice Fiorentina)

  Poetessa dell’estremo Levante ligure, Rina Pellegri (Arcola, 1903 - La Spezia, 1975) è stata anche prosatrice, pubblicista culturale e, ne...

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