Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

domenica 5 aprile 2026

Restituzione Restituzione di Ilaria Palomba (Interno Libri Edizioni)

In Restituzione, Ilaria Palomba dà voce a una soggettività fragile e scorticata, capace di trasformare il trauma in linguaggio e la frattura in poesia. Il libro è un atto lirico e politico insieme: l’autrice restituisce a se stessa – e al lettore – il senso di un’identità smarrita e ritrovata, dopo il crollo psichico e la reclusione ospedaliera. Il corpo, la memoria, il dolore, l’infanzia, l’amore, la scrittura: ogni frammento torna al centro di una narrazione poetica che si fa ricomposizione e sguardo. Il verso è netto, tagliente, a tratti visionario, eppure sempre ancorato alla concretezza del vivere e del sopravvivere. Palomba racconta la soglia tra follia e lucidità, la violenza subita e quella introiettata, ma anche la possibilità di una tregua, di una parola che cura. Restituzione è un’opera senza compiacimenti, senza retorica, ma profondamente necessaria: una discesa nell’abisso che, proprio nella sua oscurità, indica una via per tornare alla luce




venerdì 3 aprile 2026

Poesie per il risveglio di Marco Annecchiarico ('round midnight)

Il libro è descritto come un viaggio intimo tra memorie, immagini nitide del passato e un risveglio non solo fisico, ma profondo, che emerge dall'ombra verso la luce. È un'opera che esplora la cura, l'amore e le paure.
Temi e Caratteristiche Principali:
  • Risveglio ed Ombra: Le poesie nascono da una necessità di risvegliarsi, spesso partendo dall'ombra e dal disinganno, cercando una nuova consapevolezza.
  • Memoria e Paesaggi: Il testo contiene riferimenti al passato, con immagini chiare e frammenti di vita che compongono un album fotografico della memoria.
  • Amore e Cura: Molti componimenti affrontano il tema della cura delle persone amate e dell'amore come forza vitale.
  • Emozioni Quotidiane: Il libro tocca paure e felicità possibile, fissando il punto del presente come un momento di svolta.




giovedì 2 aprile 2026

I mille volti del Vate di Paola Sorge (Ianieri)

 Gabriele d’Annunzio è una figura inesauribile, refrattaria a ogni definizione definitiva. Dietro l’immagine ufficiale del Vate si cela un mosaico di volti: il traduttore infedele e il manipolatore astuto, il burlone che si diverte con nomignoli e scherzi irriverenti, il sarto appassionato di stoffe e figurini, il seduttore inesausto, il paroliere musicale e persino il precursore della réclame moderna. Con scrittura agile e partecipe, Paola Sorge conduce il lettore attraverso episodi sorprendenti e poco noti, restituendo un d’Annunzio vivo, contraddittorio e imprevedibile: capace di intuizioni geniali, di eccessi clamorosi e di battute fulminanti che non hanno perso la loro forza corrosiva. Un libro che illumina lati inediti del Vate, mostrando come, al di là dei miti e delle celebrazioni, la sua figura resti irriducibile a un’unica immagine





mercoledì 1 aprile 2026

Figurae (2004-2024) di Nicola Bultrini (Amos Edizioni)

 A volte, la pioggia sui vetri batte come un sussurro. A volte, il giorno si consuma lentamente come le candele sull'altare. Ovunque poi le nuvole, i noccioli del cielo che riaffiorano in onde di pupille, il sasso e l'oro, gli occhi negli occhi. Un poeta e un pittore ritrovano il tempo mai perso per ricordare. Scegliendo dal lavoro degli ultimi vent'anni, tracciano una personale antologia. Cosa resta e cosa c'è da fare? In quale mistero del futuro sarà ancora possibile proteggere il mistero che ci ha salvati? La fatica di costruire una casa nella casa, pezzo dopo pezzo, e farci sopra un tetto di luce: il coraggio di respirare. La poesia di Nicola Bultrini e i disegni di Elvio Chiricozzi sono ancora una forma di gioia, la tenerezza rabbrividita all'alba: quel sogno mai del tutto sognato che noi chiamiamo ancora la vita




martedì 31 marzo 2026

Prima dell'estate e del tuono di Luca Pizzolitto (PeQuod)

 "Si tratta probabilmente di un’opera in cammino, che sta compiendo un attraversamento. La voce di un poeta che percorre un deserto all’alba o attraversa una foresta in salita per giungere a un monastero in montagna. Lo sguardo lanciato ai mondi esteriori e interiori, che si riflettono incessantemente, intrecciano senza indugio morte e rinascita, voce e silenzio, viandanza e sosta, così che “la luce dagli occhi scompare”, ma anche “il verde ramo sfida l’inverno”. In queste poesie la parola si fa corpo e viceversa, il deserto scende nel viaggio interiore verso una luce già presente, e la salvezza, anche se lontana, rimane necessaria e invocata. La poesia, qui, è spazio sacro di resistenza e ripresa." (dalla Introduzione di Gianfranco Lauretano)




Milano