Le parole sono veicoli di senso, ma si può sempre credere ai seguaci della poesia? In questa personale Odissea, la realtà quotidiana dell'autrice si fonde con la materia mitologica, creando un paesaggio letterario dove i confini dell'io si sfumano e l'interpretazione fra ciò che è reale e ciò che è sogno è quasi impossibile, fra simboli e metafore, fra spazi vuoti e parola. La poesia diventa così metaletteratura, si interroga e inietta dubbi sullo stato dell'arte nel mondo contemporaneo. Il poeta è morto e non scriverà più. C'è, quindi, ancora spazio per la parola poetica o è ormai un cadavere in putrefazione che agisce per inerzia? La faglia empirea è allora un'espressione di resistenza, una voce che si leva contro l'oblio e che rivendica la necessità di una testimonianza poetica vissuta con autenticità e mistero, nell'eterna danza fra luci e ombre, fra vita e morte
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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Alberto Bertoni scrive partendo da minimi eventi personali, con riferimenti concreti alla vita di tutti i giorni, in luoghi precisi; ma pr...
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