Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
giovedì 30 aprile 2026
mercoledì 29 aprile 2026
martedì 28 aprile 2026
Darwin. Una vita in versi di Ruth Padel a cura di Paola Splendore (Elliot)
Pronipote di Charles Darwin, Ruth Padel ha voluto rendere omaggio all’illustre antenato con una biografia in versi che narra gli aspetti fondamentali di una vita straordinaria: la passione per la natura, il viaggio intorno al mondo sul veliero Beagle che gli diede modo di studiare le specie viventi animali e vegetali, il matrimonio con Emma Wedgwood, i dubbi incessanti sulla ricerca e il rapporto con la religione. La lingua poetica di Padel trova spunto da brani tratti dall’autobiografia, dai taccuini e dalle lettere di Darwin e riesce a cogliere l’essenza dello scienziato più audace del XIX secolo. Pubblicato nel 2022, Darwin. Una vita in versi viene ora finalmente tradotto anche in italiano. Prefazione di Telmo Pievani
lunedì 27 aprile 2026
domenica 26 aprile 2026
sabato 25 aprile 2026
venerdì 24 aprile 2026
giovedì 23 aprile 2026
Il palafreno screziato. Ediz. critica di Huon Le Roi (Carocci)
Una fanciulla di meravigliosa bellezza, un cavaliere senza terre, un cavallo che conosce il cammino segreto al di là del visibile. Il Palafreno Screziato di Huon le Roi è il racconto di un amore ostacolato da un padre maneggione e da un attempato, danaroso pretendente, ma è anche un percorso iniziatico dalla struttura fiabesca, che attiva modelli folclorici investiti da potenti caricamenti simbolici e culmina in una cavalcata al chiaro di luna dove la passione si sublima nell'oltremondo del desiderio. Dietro gli spunti novellistici che vivacizzano l'intreccio e ne preparano lo scioglimento a sorpresa, si profila una polarizzazione ideologica che contrappone il valore dei giovani alle macchinazioni dei vecchi. Di questo testo, così denso e stratificato, il volume propone una nuova edizione basata sull'esame autoptico del codice relatore e arricchita da apparati esegetici
mercoledì 22 aprile 2026
Gli alberi e l'etere. Testo tedesco a fronte. Ediz. bilingue di Friedrich Hölderlin, Gio Batta Bucciol (Curatore) edito da Molesini Editore Venezia
Friedrich Hölderlin - il poeta dei fiumi, dei fiori e degli alberi - esprime apertamente la sua sfiducia non solo verso la società in generale, ma anche verso il linguaggio: infatti gli uomini credono di conoscere le cose perché le designano con nomi convenzionali, opinabili. Per il poeta esiste, invece, un linguaggio più profondo e appassionato, quello della natura stessa. In Quando ero ragazzo assicura: «Io capivo il silenzio dell’etere / non ho mai capito le parole degli uomini.» Si vivono momenti magici, quando tra le fronde stormenti degli alberi scende la luce dell’Etere, percepito come un nume misterioso: in quei momenti di forte intensità e dolcezza si sente alitare l’anima dell’universo e svanisce la distanza tra l’uomo e il divino. Già dal tempo degli studi teologici Hölderlin una cosa rifiutava decisamente: diventare pastore di una ristretta parrocchia di fedeli. Si considerava, ed era, qualcosa di molto diverso: sacerdote della divinità della natura
martedì 21 aprile 2026
lunedì 20 aprile 2026
“Opposte verità” di Annalisa Rodeghiero - MC Edizioni collana Gli insetti, a cura di Pasquale Di Palmo
In un celebre frammento, Eraclito attesta che il logos non si concede mai nella sua nudità lineare, ma “pur discordando con sé stesso, è concorde: armonia contrastante, quale quella dell’arco e della lira”. In tale principio di coincidentia oppositorum, Nicola Cusano riconosce la diade bene/male, autentico/spurio: estremi che, pur irriducibili alla coincidenza, instaurano una dialettica necessaria, conferendo a ciascuno valore e disvalore nella tensione con l’altro. Ne scaturisce un equilibrio inquieto, una validazione mobile nella circolazione oscillatoria dei significati, sottraendo la coscienza alla tentazione del dogma e all’accidia spirituale.
domenica 19 aprile 2026
sabato 18 aprile 2026
venerdì 17 aprile 2026
giovedì 16 aprile 2026
mercoledì 15 aprile 2026
Poesie di Tadeusz Rozewicz (Elliot)
“La poesia non sempre prende la forma di un verso dopo cinquant’anni di scrittura la poesia può mostrarsi al poeta nella forma di un albero di un uccello che vola via di luce prende la forma di labbra si annida nel silenzio o vive nel poeta libera da forma e contenuto.”
martedì 14 aprile 2026
Tre poesie di Hannah Sullivan (Crocetti)
Premiato con il T.S. Eliot Prize for Poetry nel 2018, l’esordio di Hannah Sullivan ha segnato l’irrompere sulla scena internazionale di una voce assolutamente originale, capace di combinare e di mettere in dialogo la rappresentazione del nostro tempo, nei suoi aspetti più crudi e paradossali, con le forme della tradizione poetica più alta. Complice una lingua nutrita di percezioni, riflessioni e allusioni letterarie, Sullivan ci racconta una tranche de vie, dall’educazione sentimentale e sessuale di una giovane donna a New York fino all’esperienza della gravidanza e del parto, che coincidono con la perdita del padre. I temi della vita, della morte e della ripetizione appaiono qui rinnovati da un’invenzione poetica inesauribile, che è uno sguardo insieme lucido e straniato su ciò che siamo e sul mondo in cui viviamo. Piangi all’inizio del viaggio, anche prima che inizi l’imbarco, piangi lacrime di mirtilli, più luminose degli occhi delle rondini, più profonde degli stagni nel cortile pulito di tuo padre, se non piangi ora, potresti non piangere più
lunedì 13 aprile 2026
La prima parola di Rita Pacilio (Di Felice Edizioni)
La prima parola non è soltanto una poesia: è un fiume di vita che scorre e rifluisce, un respiro che intreccia memoria, spiritualità, fragilità e forza. La voce di Rita Pacilio ha l’ampiezza di una litania e la delicatezza di una confessione: raccoglie i tempi, i legami familiari, la perdita e la salvezza, e li avvolge in un flusso lirico ininterrotto, dove il verso non cerca la chiusura, ma l’apertura. Il poema nasce dalla luce di una “prima parola” – immagine originaria, quasi biblica – e abbraccia l’intero spettro dell’esistenza: la morte dei genitori, il mistero dell’infanzia, la gioia dell’amore, la precarietà del tempo, l’invocazione di Dio. Tutto respira in successioni ampie, a spirale, dove la memoria personale diventa memoria collettiva. Dalla postfazione di Eliza Macadan
domenica 12 aprile 2026
A mors di Raffaele Lauriola (Il Convivio)
Eros e Thánatos sono forze carnali, spesso richiamate all’unisono da molte immagini, che si incontrano nella lettura di questa silloge. Sono due demoni uniti dalla mancanza, espressa dall’a privativa di “A mors”. La sottrazione non è calcolo necessario, ma un cappio che avvince, un nodo che lega all’abisso, il vincolo di un’oscura somiglianza. In questo universo, fatto di tagliente ariosità, si collocano i testi, le parole abitabili come case, direbbe Thierry Metz, costruite ad arte, secondo le forme di uno spazio e un tempo completamente relativi. La voce di Raffaele Lauriola permette di connetterci con le nostre parti più recondite, più contraddittorie, permette di guardarci senza percepire un ordine, senza limitarci nella finitezza del gesto, nel recinto della razionalità. Ci consente di guardare come se fossimo collocati in un cielo, di cui l’apertura dello sguardo conserva la bellezza, non solo ottica, per poter trasalire sempre. (Paola Di Toro)
sabato 11 aprile 2026
venerdì 10 aprile 2026
Le parole e l'ombra. Poesie 2019-2022 di Paolano Ferrantino ( Iride)
"L'insufficienza delle parole, la nettezza possibile delle parole, la forza traente delle parole, lo scostamento delle parole dalle cose, l'infiorescenza narcisistica delle parole, la ritrazione delle parole a fronte di suono e immagine, la sordità delle parole, la involontaria menzogna delle parole, gli aloni delle parole, i sensi nascosti delle parole, la povertà delle parole, la doppiezza o l'ambiguità delle parole, ciò che fa ombra alle parole e le ombre che le parole proiettano con il loro spessore: ciò si mostra come in un caleidoscopio nella poesia di Paolano Ferrantino, che sembra aprire i battenti, in questa raccolta, del suo pensatoio, del suo laboratorio. Marcello Carlino Si tratta di una raccolta di notevolissimo valore. Un testo esemplare di come si possa fare poesia senza personaggi, con la sola eccezione dell'io e di anonime ombre fuggitive." (Giuseppe Amoroso)
giovedì 9 aprile 2026
Lecce verso il Nobel? Nasce il Tempio della Pace: il “laboratorio” che sfida l’antisemitismo e l’odio nel Mediterraneo e nel mondo
Nasce a Lecce il Tempio della Pace: dove le fedi si incontrano e la pace si costruisce Il 9 aprile 2026, ore 18,30, nel cuore del centro storico di Lecce, in via Madonna degli Studenti, sarà inaugurato il Tempio della Pace, un laboratorio permanente di dialogo interreligioso e costruzione di pace nel Mediterraneo, promosso dall’Associazione Horah APS ETS con sede a Lecce. In un tempo segnato dal ritorno dell’antisemitismo, dei razzismi e dei linguaggi d’odio, il Tempio della Pace nasce come luogo fisico e simbolico per disarmare le parole, costruire ponti tra le fedi e trasformare Lecce in una città della pace riconosciuta a livello internazionale. All’inaugurazione prenderanno parte autorità politiche, rappresentanti delle comunità cattolica, ebraica, musulmana, ortodossa, altre tradizioni religiose e spirituali, insieme al mondo dell’università e dell’associazionismo. Nel corso della cerimonia verrà presentato il “Patto di Lecce per la Pace”, un impegno comune a promuovere iniziative culturali, educative, artistiche e solidali con al centro la dignità di ogni persona. «Il Tempio della Pace – spiega Grazia Piscopo, presidente dell’Associazione Horah – è la risposta concreta a una cultura dell’odio che ogni giorno avvelena il dibattito pubblico, online e offline. Vogliamo trasformare Lecce, città ponte del Mediterraneo, in un luogo dove le differenze non dividono, ma diventano risorsa di dialogo, ascolto e costruzione di futuro». Il progetto prevede, accanto al Tempio come luogo fisico, una rete diffusa di iniziative: il Primo Forum Interreligioso del Tempio della Pace, il programma “Tempio della Pace nelle scuole”, il Festival della Pace, laboratori artistici, podcast, percorsi di memoria e formazione per giovani e adulti. L’obiettivo, in un arco temporale di 5–7 anni, è costruire un percorso documentato che possa candidare Lecce – o il Tempio della Pace – al Premio Nobel per la Pace, sulla scia di altre esperienze di città e comunità riconosciute per il loro impegno collettivo. Il Tempio della Pace invita fin d’ora istituzioni, fondazioni, imprese e singoli cittadini a diventare “Amici del Tempio”, aderendo all’Albo dei Benefattori e sostenendo le attività attraverso donazioni, partnership, progetti comuni
Tweet dell'anima di Ace Mermolja (Vita Activa)
La raccolta di poesie di Ace Mermolja Tweet dell’anima (Vita activa – Est-Ztt, Trieste 2019), ottimamente tradotta da Darja Betocchi, che firma anche un esauriente saggio introduttivo, è una narrazione dell’anima. Non si esaurisce in poche parole, in slogan ridotti al minimo e alla ricerca dell’effetto garantito. È una presenza diversa, un’esplorazione dell’esserci, come direbbero i filosofi, che non ha nulla a che fare con la ricerca della visibilità effimera in un’inondazione di presenze, erroneamente convinte che la quantità, prima o poi, si trasformi in qualità.
A leggere i versi di Ace Marmolja mi è tornata in mente un’intervista al regista russo Nikita Sergeevič Mihalkov in occasione della presentazione del film Oči černye con Marcello Mastroianni.
CONTINUA SU LABORATORI DI POESIA
mercoledì 8 aprile 2026
martedì 7 aprile 2026
lunedì 6 aprile 2026
domenica 5 aprile 2026
Restituzione Restituzione di Ilaria Palomba (Interno Libri Edizioni)
In Restituzione, Ilaria Palomba dà voce a una soggettività fragile e scorticata, capace di trasformare il trauma in linguaggio e la frattura in poesia. Il libro è un atto lirico e politico insieme: l’autrice restituisce a se stessa – e al lettore – il senso di un’identità smarrita e ritrovata, dopo il crollo psichico e la reclusione ospedaliera. Il corpo, la memoria, il dolore, l’infanzia, l’amore, la scrittura: ogni frammento torna al centro di una narrazione poetica che si fa ricomposizione e sguardo. Il verso è netto, tagliente, a tratti visionario, eppure sempre ancorato alla concretezza del vivere e del sopravvivere. Palomba racconta la soglia tra follia e lucidità, la violenza subita e quella introiettata, ma anche la possibilità di una tregua, di una parola che cura. Restituzione è un’opera senza compiacimenti, senza retorica, ma profondamente necessaria: una discesa nell’abisso che, proprio nella sua oscurità, indica una via per tornare alla luce
sabato 4 aprile 2026
venerdì 3 aprile 2026
Poesie per il risveglio di Marco Annecchiarico ('round midnight)
- Risveglio ed Ombra: Le poesie nascono da una necessità di risvegliarsi, spesso partendo dall'ombra e dal disinganno, cercando una nuova consapevolezza.
- Memoria e Paesaggi: Il testo contiene riferimenti al passato, con immagini chiare e frammenti di vita che compongono un album fotografico della memoria.
- Amore e Cura: Molti componimenti affrontano il tema della cura delle persone amate e dell'amore come forza vitale.
- Emozioni Quotidiane: Il libro tocca paure e felicità possibile, fissando il punto del presente come un momento di svolta.
giovedì 2 aprile 2026
I mille volti del Vate di Paola Sorge (Ianieri)
Gabriele d’Annunzio è una figura inesauribile, refrattaria a ogni definizione definitiva. Dietro l’immagine ufficiale del Vate si cela un mosaico di volti: il traduttore infedele e il manipolatore astuto, il burlone che si diverte con nomignoli e scherzi irriverenti, il sarto appassionato di stoffe e figurini, il seduttore inesausto, il paroliere musicale e persino il precursore della réclame moderna. Con scrittura agile e partecipe, Paola Sorge conduce il lettore attraverso episodi sorprendenti e poco noti, restituendo un d’Annunzio vivo, contraddittorio e imprevedibile: capace di intuizioni geniali, di eccessi clamorosi e di battute fulminanti che non hanno perso la loro forza corrosiva. Un libro che illumina lati inediti del Vate, mostrando come, al di là dei miti e delle celebrazioni, la sua figura resti irriducibile a un’unica immagine
mercoledì 1 aprile 2026
Figurae (2004-2024) di Nicola Bultrini (Amos Edizioni)
A volte, la pioggia sui vetri batte come un sussurro. A volte, il giorno si consuma lentamente come le candele sull'altare. Ovunque poi le nuvole, i noccioli del cielo che riaffiorano in onde di pupille, il sasso e l'oro, gli occhi negli occhi. Un poeta e un pittore ritrovano il tempo mai perso per ricordare. Scegliendo dal lavoro degli ultimi vent'anni, tracciano una personale antologia. Cosa resta e cosa c'è da fare? In quale mistero del futuro sarà ancora possibile proteggere il mistero che ci ha salvati? La fatica di costruire una casa nella casa, pezzo dopo pezzo, e farci sopra un tetto di luce: il coraggio di respirare. La poesia di Nicola Bultrini e i disegni di Elvio Chiricozzi sono ancora una forma di gioia, la tenerezza rabbrividita all'alba: quel sogno mai del tutto sognato che noi chiamiamo ancora la vita
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Le parole sono veicoli di senso, ma si può sempre credere ai seguaci della poesia? In questa personale Odissea, la realtà quotidiana dell...
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Alberto Bertoni scrive partendo da minimi eventi personali, con riferimenti concreti alla vita di tutti i giorni, in luoghi precisi; ma pr...














