"Si tratta probabilmente di un’opera in cammino, che sta compiendo un attraversamento. La voce di un poeta che percorre un deserto all’alba o attraversa una foresta in salita per giungere a un monastero in montagna. Lo sguardo lanciato ai mondi esteriori e interiori, che si riflettono incessantemente, intrecciano senza indugio morte e rinascita, voce e silenzio, viandanza e sosta, così che “la luce dagli occhi scompare”, ma anche “il verde ramo sfida l’inverno”. In queste poesie la parola si fa corpo e viceversa, il deserto scende nel viaggio interiore verso una luce già presente, e la salvezza, anche se lontana, rimane necessaria e invocata. La poesia, qui, è spazio sacro di resistenza e ripresa." (dalla Introduzione di Gianfranco Lauretano)
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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