Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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martedì 1 aprile 2025

Negli anni di Paolo Di Stefano (Manni)

Sono poesie familiari, scritte in oltre trent’anni, quelle di Paolo Di Stefano: versi d’occasione dedicati ai figli, ai giochi verbali dell’infanzia, allo stupore del linguaggio filosofico dei bambini. Sono versi dedicati a rapimenti d’amore, a una quotidianità fatta di gesti minimi, a certe vacanze svizzere in montagna, alla fauna e alla flora alpina, presenze illusorie o salvifiche in tempi di tragedia e di guerra per il mondo. Sono versi sulla clausura da contagio, impensabilmente produttiva di immagini, pensieri, fantasie, voci, memorie. Infine, un prosimetro dedicato alla madre, ai suoi ultimi giorni e al dialogo che si accende più vivo e tangibile dopo la morte. Il filo conduttore è riassunto nei versi di Goethe: il contatto, cercato e fuggito, tra l’inizio e la fine, tra la vita che si esprime nel pieno della gioia e la vita che si congeda. Il dialogo più sottile e sfuggente è quello tra le parole e i disegni di Tullio Pericoli.



Andrea Zanzotto

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