Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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domenica 25 gennaio 2026

PARADISO di Dana Ghetilieri (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

In un panorama letterario spesso omologato, arriva in libreria un’opera destinata a far discutere: “PARADISO” di Dana Ghetilieri. Pubblicato da I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno con la prefazione della sociologa Daniela Danna, il libro è un poema narrativo in 33 canti che recupera la struttura classica dantesca per raccontare un futuro prossimo (gennaio 2026) inquietante e profetico.

La protagonista, Dana la “Furiosa”, si risveglia in un mondo post-bellico dove l’umanità è divisa. Da un lato la Natura ferita e sfruttata, dall’altro una Metropoli iper-tecnologica governata da un’Intelligenza Artificiale (il Cervello Supremo) che impone il controllo totale tramite crediti sociali, sorveglianza biometrica e la promessa illusoria dell’immortalità digitale.

Ghetilieri non usa mezzi termini. La sua è una satira politica sferzante che affronta i temi più caldi e controversi del nostro tempo: la maternità surrogata (vista come sfruttamento delle donne), le derive dell’identità di genere, la gestione pandemica e l’ecologia di facciata. Attraverso incontri con personaggi simbolici – dalle madri ribelli ai giovani pentiti della transizione di genere – l’autrice costruisce un manifesto ecofemminista che invoca un ritorno alla realtà corporea e biologica contro l’alienazione virtuale.

“Il modello di soluzione di fronte a qualsiasi problema è trovare qualcosa da controllare,” si legge in esergo. Ghetilieri smaschera questo controllo, mostrando come la vera salvezza non risieda nel “transumano”, ma nel recupero dei legami umani autentici e nel rispetto dei limiti naturali.

“Paradiso” non è solo poesia: è un romanzo d’avventura in versi, un atto di accusa contro le derive etiche della scienza senza coscienza e un invito a riscoprire la libertà oltre lo schermo.

Dana Ghetilieri ha attraversato inferni e paradisi delle anime, accompagnata da Saffo ne L’infernale tragedia, un viaggio femmolesbista (evidente inversione ironica di “lesbofemminista” mettendo al centro l’essere donna) sulla falsariga dell’Inferno dantesco, spaziando dalla Città delle Donne (quella descritta nel medioevo da Christine de Pizan) alle metropoli della Rivoluzione industriale, dall’antica Lesbo a quella attuale, dalla torre delle Erinni (nella sua versione: Olympe de Gouges, Louise Michel e Mary Wollstonecraft) al salotto di Natalie Clifford-Barney nella Parigi degli anni Venti e così via (dalla prefazione di Daniela Danna)

 

Dati Editoriali: Titolo: PARADISO Autore: Dana Ghetilieri Editore: I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno

qui :

https://www.leccecronaca.it/index.php/2026/01/17/novita-editoriali-linquietante-paradiso-di-dana-ghetilieri/





sabato 24 gennaio 2026

Christopher di Matteo Bianchi (Interlinea)

Christopher è una raccolta poetica ibrida, dolente e insieme precisa, concepita intorno a tre figure portanti: Christopher Channing (artista queer, attore teatrale, creatura notturna, in bilico tra il nudo e la maschera, tra la lingua inglese e la malinconia parisienne), Roberto Pazzi (il maestro, l’intellettuale esemplare, l’ultimo alfiere di una cultura che rifiuta il consumo e la finzione) e Napoleone Bonaparte (non il generale di Austerlitz, bensì il vinto dell’Elba, il nostalgico rifugiato nella propria disfatta). Tre individui diversi per epoca, postura, linguaggio, eppure accomunati da una stessa fragilità irriducibile, da un’identica quanto ostinata resistenza a scomparire del tutto.

Matteo Bianchi (Ferrara, 1987) si è specializzato in Filologia moderna a Ca’ Foscari sull’opera di Corrado Govoni. In versi ha pubblicato, tra gli altri, La metà del letto (Premio Metauro, Barbera 2015), Fortissimo (Premio Maconi Giovani, Minerva 2019) e la plaquette L’altro imperatore (l’Obliquo, 2024). Di critica, invece, i saggi Il lascito lirico di Corrado Govoni. Dai crepuscoli sul Po agli influssi letterari (Mimesis, 2023) e Contemporaneo. Alessandro Manzoni e la parola in controluce (Oligo, 2024). Giornalista, scrive tra le altre per “Il Sole 24 Ore” e per “Left”. Dirige il Centro Studi “Roberto Pazzi” e il semestrale “Laboratori critici” (Samuele Editore).




sabato 17 gennaio 2026

ERRATA COMPLICE DI STEFANIA GIAMMILLARO (peQuod) - intervento di E. Macadan

 In Errata Complice il corpo viene prima di ogni interpretazione. Non come tema dichiarato, ma come luogo inevitabile, quello in cui l’esperienza si è depositata e continua a farsi sentire. La poesia non rievoca, non ricostruisce a distanza, semplicemente accade lì dove il segno è rimasto. Per questo il linguaggio è così aderente alla carne, ai suoi dettagli minimi, a ciò che non si può più rimuovere. Il corpo erotico attraversa questi testi senza alcuna idealizzazione. È un corpo esposto, spesso trattenuto, talvolta consegnato troppo a lungo. L’erotismo non è mai abbandono reciproco, ma squilibrio, attesa, dipendenza. Il corpo femminile prende forma dentro lo sguardo e il gesto dell’altro e l’amore diventa facilmente un luogo di perdita di sé. La violenza, qui, non ha bisogno di essere spiegata. È già iscritta nei segni: «gomiti viola», «grumi di sangue», «denti stretti». Immagini semplici, quasi elementari, che portano però un peso preciso. È in questa concretezza che nasce la colpa: non come giudizio morale, ma come interiorizzazione, come abitudine al sacrificio. «Dell’abuso / hai chiesto perdono / confessando peccati mai commessi» dice con lucidità estrema ciò che spesso resta indicibile. (CLICCA QUI



mercoledì 14 gennaio 2026

Federico Cesari è Pascoli in “Zvanì”: “La sua poesia nata da un amore strappato” - la Repubblica

Federico Cesari è Pascoli in “Zvanì”: “La sua poesia nata da un amore strappato” - la Repubblica

Giovanni Pascoli e il vero rapporto con il maestro Giosuè Carducci: le difficoltà, la successione alla cattedra di Bologna, le opinioni sulla poesia italiana - Corriere dell'Umbria

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Nuoro, ecco la “strega” di Grazia Deledda: è la poesia ritrovata sulla befana - La Nuova Sardegna

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A Cuneo torna Poeticôni, il festival che porta la poesia nei luoghi: "Un invito ad andare oltre" - La Stampa

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lunedì 12 gennaio 2026

Oratorio. Testo spagnolo a fronte. Ediz. bilingue di Maria Negroni (Fili D'Aquilone)

 «L'argentina María Negroni approda a una sorta di teologia negativa in versi.» - Daniele Piccini, La Lettura


“Oratorio”, pubblicato in Spagna nel 2021, è il primo libro in versi tradotto in Italia di María Negroni, una delle voci più autorevoli del panorama letterario latinoamericano. La sua poesia narra la storia dell’umanità che, lontana dall’Eden, è costretta a vagare in nome di un riscatto. Si parla di esodi, confini, patrie immaginarie: la parola scarna e feconda fluisce per riacquisire una “beatitudine primordiale”. Testo spagnolo a fronte, traduzione di Monica Elisei




domenica 11 gennaio 2026

Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere. Nuova ediz. di Charles Bukowski con la traduzione di Tiziano Scarpa (Sur)

Questa nuova edizione, tradotta da Tiziano Scarpa, include dieci poesie finora inedite in italiano.


A 25 anni dalla prima edizione italiana, torna finalmente in libreria un classico senza tempo. Per tutta la vita Charles Bukowski ha voluto essere considerato un poeta prima ancora che un narratore. Questa raccolta rappresenta uno dei momenti più felici all’interno di una produzione instancabile, in cui ritroviamo, cristallizzate nella forma del verso, le ambientazioni e le messe in scena della condizione umana che hanno reso celebri i suoi libri di prosa. Quarant’anni dopo la prima uscita negli Stati Uniti (1986), Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere conserva ancora intatte la strabordante vitalità, l’ironia corrosiva, la sferzante ruvidezza di una scrittura unica. Quello che vediamo qui all’opera è un «Buk» già anziano ma mai stanco di lunghe giornate fatte di scommesse all’ippodromo, incontri improbabili, amori sconclusionati, visite inopportune; e nottate creative passate in compagnia dei classici che ha sempre amato, da Kafka a Dostoevskij, da Brahms a Beethoven, ai quali volge il pensiero mentre, tra un sorso di vino californiano e l’altro, le sue dita battono incessantemente sulla macchina da scrivere


sabato 10 gennaio 2026

Corpo di figlia - Francesca Innocenzi (puntoacapoeditrice)

 “qualcosa ti trema di orfanezza alle spalle”: così Francesca Innocenzi illumina in un unico splendido verso il senso globale del libro o, meglio, uno dei tanti fili tematici in esso intessuti con perizia e profondità di sentire. Il corpo di figlia è un corpo rammemorante, che vibra alle tensioni del cresce re e dell’individuarsi non soltanto lungo l’asse generaziona le, ma anche, in altra dimensione mentale, all’interno di un tempo esperito che non nasconde fratture e ingiustizie: si vedano al riguardo le forti poesie ispirate alla cronaca che vanno a completare il disegno strutturale di una raccolta di straordinaria ricchezza e coesione. L’Autrice presenta vicende personali al limite dell’inafferrabile e incomunicabile, ma non cede al diarismo e all’intimismo fini a stessi; anzi, questa poesia affronta temi alti, ponendosi quesiti fondanti sulla vita a partire dalle con crete esperienze umane come il rapporto con i genitori, l’essere donna ma anche essere cittadina consapevole, che guarda indietro per capire il presente, cercando “una salda consistenza / come rotaie di un’unica fermata” (p. 48).

(Mauro Ferrari)

 

 


 

Francesca Innocenzi è nata a Jesi (Ancona) nel 1980. Laureata in lettere classiche, è dottoressa di ricerca in poesia e cultura gre ca e latina di età tardoantica. Ha pubblicato prose liriche, racconti e le sillogi Giocosamente il nulla (Progetto Cultura 2007), Cerimonia del commiato (ivi 2012), Non chiedere parola (ivi 2019), Canto del vuoto cavo (Transeuropa 2021); la plaquette Formulario per la presenza (Progetto Cultura, 2022); i saggi Il daimon in Giamblico e la demonologia greco-romana (Eum 2011) e Voci dal tempo indicibile. Ventuno saggi brevi sulla poesia (Rossini 2023); i romanzi brevi Sole di stagione (Prospettiva 2018) e Diario di una stalker mancata (Progetto Cultura 2022). Nel 2023 è uscita in Romania la plaquette bilingue Halou de toamnǎ/ Alone d’autunno per Edizioni Cosmopoli; nel 2024 la silloge Formulario para la presencia (Letra Dorada, Colombia), tradotta in spagnolo da Emilio Coco. Ha ideato e diretto il Premio di poesia “Paesaggio interiore” ed è direttrice artistica dell’omonimo Festival






martedì 6 gennaio 2026

domenica 4 gennaio 2026

È STATO PER CAOS di Maria Pia Latorre (Tabula Fati)

 



















Viaggiamo ad alta velocità in vite stritolate da logiche di potere, dove è sempre più difficile riconoscerci ognuno nella propria identità. Siamo alla continua ricerca di direzionare le nostre energie in azione, oppure, all’opposto, ci ritroviamo immersi nell’atonia, atteggiamenti diversi per lo stesso malessere. Ma la comune tensione vitale che ci investe è resistere. Resistere a tutto ciò che di disumano ci è intorno e che ci interroga, per compiere, così, il necessario salto verso l’autenticità del vivere. Il senso è nell’autentico che ci permette di sperare sempre e comunque nella coscienza umana. Cinquanta poesie cadute “per caos”, su queste pagine, perché non c’è una parola in più o una parola in meno, non esiste una parola magica o una parola perfetta. Esistono i sentimenti custoditi dal silenzio ed esistono azioni per incarnarli e sguardi per imprimerli nelle nostre vite, così «dal finestrino di un treno ti può scorrere davanti la geografia del mondo. Ogni fiume e rigagnolo e linea d'acqua che ha fecondato la terra».

Maria Pia Latorre
È STATO PER CAOS
Presentazione di Paolo Polvani
Edizioni Tabula fati
[ISBN-979-12-5988-351-3]
Pagg. 82 - € 9,00

P.P.Pasolini: l’ossimoro vivente di Donato Di Poce (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 L'intellettuale più scandaloso del '900 come non l'avete mai letto - Perché Pasolini è, oggi più che mai, un "ossimoro vivente"? A 50 anni dalla sua tragica scomparsa, questo saggio appassionato di Donato Di Poce va oltre il mito e la cronaca, restituendoci l'intellettuale nella sua interezza. Poeta e cineasta, marxista e religioso , corsaro e critico: Pasolini è stato la contraddizione vivente che ha svelato le ipocrisie del potere. P.P.Pasolini: l'ossimoro vivente non è solo un omaggio, ma un'analisi militante che esplora l'intera galassia pasoliniana: dalla poesia al cinema , dalla narrativa al teatro di parola. Un viaggio nella "disperata vitalità" dell'autore più necessario del Novecento. Un libro fondamentale per chi non si accontenta delle definizioni facili e cerca ancora la verità "negli opposti"


In copertina: 
©Max Marra, “Omaggio a Pier Paolo Pasolini”, 1988. - Foto di Gigi Angiolicchio.





Presentazione del libro "Verso la poesia"

 

Milano