Questo volume costituisce un’ampia scelta delle opere poetiche del De Rosa, una sorta di congedo del viaggiatore. Il viaggio esistenziale di De Rosa comincia da Venezia, città che poi ritroviamo in non poche altre poesie come, ad esempio, Sul rettilineo per Venezia, con quei due intensi versi “sogni ostinati come l’erba / che ricresce sui cigli ad ogni sfalcio” che furono apprezzati da Diego Valeri, il fine e allora anziano poeta padovano che in una lettera (il 4 giugno 1969) riconobbe al giovane De Rosa “un vero temperamento poetico, con la facoltà di felici invenzioni che non sono solo verbali, ma sentimentali e fantastiche, prima di essere parola”. Se lo scenario veneto-friulano rappresenta l’apertura alla vita e se la malinconica Torino è la città del dovere e della lontananza, la Liguria è la terra della maturità, del ritorno alle origini con un bagaglio ricco di esperienze che qui si distillano e si fanno emozione e pensiero in una sequenza di testi che, come suggeriva Maria Luisa Spaziani, danno vita a un “libro, un discorso in versi che non perde mai il suo punto di riferimento, la sua chiave”
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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