Le poesie di Anna Guala nascono dall'esperienza dolorosa del senso di precarietà che si scopre quando la trama, apparentemente tenace, degli affetti e delle relazioni di cui è tessuta la vita, improvvisamente si lacera e mostra le sue falle, interrompendo contatti quotidiani, spezzando i fili delle corrispondenze, strappando lo stesso tessuto interiore del sentimento di sé. Non sembrano esserci scudi, allora, dietro cui trovare riparo, né spugne / per cancellare il volto / assurdo e crudele della vita… La raccolta è divisa in due sezioni in qualche misura speculari. Nella prima, intitolata Distacchi, si dice dello strazio delle separazioni, quando le persone amate scompaiono in modo improvviso e inaspettato (senza poter più dire, / senza una mano che si levi / per l'ultimo saluto) oppure migrano lentamente nell'esilio di una sofferenza inesplicabile, che crudelmente le sottrae, pur se ancora vive, ad ogni colloquio. Prefazione di Anna Setari
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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