Questa preziosa autoantologia è portata da Tiziano Broggiato a fungere da volano nel passaggio da un libro all’altro, con una conferma ulteriore di una consapevolezza di volta in volta accresciuta della propria qualità stilistica nonché della propria originalità inventiva. La sua poesia è una mescolanza complessa di mitezza e di ardore, di improvviso scoramento e di rovina, a cui si affianca la luce perlacea, sorgiva, che sembra illuminare anche il buio. Via via, nel corso del libro e dei decenni, Broggiato aumenta lo spessore metaforico e allegorico, proprio quando il suo dettato si fa più grammaticale, più sobrio, come se volesse ogni volta sottolineare una distanza e la permeabilità che deriva alla mente dal coraggio di varcarla. Nel vetro specchiante della sua specificità, infine, questa poesia ha il potere di remare dentro le luci del tempo verso ciò che ancora non conosciamo e che forse mai conosceremo
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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