"Domeniche", il titolo della raccolta, ha due lati, di uguale peso. Tempo consacrato e tempo di festa. Un tempo recintato, protetto – che può essere ovviamente di mercoledì mattina e durare pochissimo – in cui accade quell’affare linguistico, quel commercio con la lingua, quell’attenzione al dirsi delle cose, al nostro volerle dire, che ha regole diverse dal discorso funzionale. Questo tempo è tempo di festa. Tempo altro, di vita interiore e di lingua, e insieme tempo sempre qui. Festa sempre possibile. Quando al poeta sembra di aver “detto”, da questo tempo in questa lingua, il suo animo è in festa
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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