"Qual è la ragion d'essere che spinge un poeta ad allevare, come figlie devote, le parole, per giungere infine al fatale paradosso d'averle nutrite e accudite per concederle ai malvagi costumi e ai falsi ordinamenti del mondo? Eppure, sia chiaro, di poco altro vi è certezza quanto del fatto che questa follia ha in sé tutti i caratteri della necessarietà e del bisogno… …E se, come il poeta scrive la gente se ne frega, lui al contrario resta vigile, partecipativo, fa della sua poesia fracasso e denunzia, urlo e scuotimento." (Dalla Prefazione di Laura Bertullo)
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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