In questa silloge l’autrice affronta l’estrinsecazione
dell’interiorità dopo anni di silenzio e cesure. Elisabetta Destasio Vettori
torna con un lavoro di rottura rispetto alla propria cifra poetica, pur
mantenendo uno specifico fil rouge con il lirismo. La ricerca di un linguaggio più ermetico e nel
contempo tagliente cerca di palesarsi con l’attraversamento di quelli che sono
stati luoghi delle ferite e dello smarrimento, della resistenza e della resa.
Un’analisi dei precipizi, dei ritrovamenti, dei medicamenti, degli accudimenti
verso le proprie radici, senza mai mettere al lato la propria città – vissuta
come corpo materno. Centrale è anche il tema dell’amore, alla stregua
dell’elemento terra/natura, come humus tradito. Un calarsi nel buio, perdere
geografie e geometrie del corpo, per riemergere attraverso una scarnificazione
della parola poetica che teme lo schianto, ma che non si ritrae di fronte alla
luce, né alle ombre di Roma. Una sorta di intimo viaggio salvifico, in quei
luoghi profanati dal dolore e dalla propria peculiare sacralità
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
sabato 27 settembre 2025
Da luoghi profani di Elisabetta Destasio Vettori (Les Flaneurs Edizioni)
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
-
Alberto Bertoni scrive partendo da minimi eventi personali, con riferimenti concreti alla vita di tutti i giorni, in luoghi precisi; ma pr...
-
Le parole sono veicoli di senso, ma si può sempre credere ai seguaci della poesia? In questa personale Odissea, la realtà quotidiana dell...

Nessun commento:
Posta un commento