C’è una misura inconfondibile nelle poesie di questo libro: la tensione drammatica delle pagine esistenziali si fa sommessa, quasi sussurrata, emerge da fondali che restano appena oltre la soglia della reticenza e i versi rigorosi ci immettono, ogni volta di incanto, in una dimensione autoriflessiva che quasi inavvertitamente si interroga sul mistero delle cose e sul significato della vita mentre ne subisce il fascino e ne sente il vincolo sacrale. (Dalla prefazione di Paolo Ruffilli)
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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