«“Siamo in molti a considerare Milo De Angelis, dopo la scomparsa dei vecchi maestri, da Mario Luzi ad Andrea Zanzotto, il più importante poeta italiano dei nostri tempi”. La convinzione espressa da Eraldo Affinati, nel breve saggio di apertura di questa monografia a più voci, trova implicita conferma nel contributo di autorevoli critici e poeti, che ci hanno consentito di offrire una lettura polifonica e approfondita. I contributi densi e analitici, che qui proponiamo, costruiscono linee efficaci di lettura, forse non esaustive, come del resto è difficile attendersi per un’opera come quella di De Angelis, che da prospettive diverse chiariscono le molte vie per le quali leggere diviene impossessarsi dei suoi versi. E si interrogano su come sia cambiata, negli anni, la sua poesia. Perché qualcosa davvero è cambiato, per quella che qualcuno ha definito propensione al racconto, ricerca di fluidità e discorsività, che si serve ora di un verso lungo, esametrico. In attesa di nuove rivelazioni.»
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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