"…Qui Henry Ariemma, poeta riconosciuto, sempre caparbio e ispirato, ha il difficile, l’impossibile compito di doversi mettere in volo: e si sente, si trasmuta a Gabbiano, come per volare meglio assieme all’anima di Francesca, sua consorte dentro il cielo della vita ed ora molto più alto, nel cielo ribaltato, annientato della morte sprofondata di dolore, eppure ancora pura, radiosa come tutta la luce del loro rapporto – che fu forte e dolce, e tale ancora resta – anima con anima: questo ora solo la poesia (e la Fede!) potrà almeno dirlo, gridarlo al vento… " (Dalla Prefazione di Plinio Perilli).
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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