Il PASSATO E' IL PROLOGO ...

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martedì 30 dicembre 2025

Vita nova di Louise Glück (Il Saggiatore)

 Al centro di Vita nova c’è una rinascita, una primavera dolceamara che sboccia dal terreno scuro del dolore e della perdita. La protagonista di questa raccolta è una donna che esce da un amore esaurito, che attraversa la rottura e la penosa spartizione degli oggetti posseduti dalla coppia, che si confronta con errori e traumi della gioventù e riflette sull’autenticità delle emozioni di un tempo. Persa tra i ricordi e il presente, naviga il tormento accanto a Didone, cammina con Euridice tra la luce e l’oscurità e osserva con Francesca quanto a lungo può ardere il fuoco di un amore eterno. Scopre così che le eroine del mito e della letteratura sono parte del suo – come del nostro – alfabeto interiore: veicoli di sentimenti impossibili da esprimere senza il loro ausilio. Intensa ma sempre asciutta e levigata, la poesia di Louise Glück fonde il mondo reale e quello simbolico per raccontare esperienze personali e al contempo universali. Queste pagine dipingono così, con pochi limpidi tratti, un quadro inesauribile della vita dopo la morte, che può essere «nuova» solo se affonda le radici in ciò che è stato




lunedì 29 dicembre 2025

Alberto Bertoni è autore di Semplici abbandoni (Einaudi)

 Alberto Bertoni scrive partendo da minimi eventi personali, con riferimenti concreti alla vita di tutti i giorni, in luoghi precisi; ma presto il dato autobiografico deborda dallo spazio interiore e si muove rapido lungo l’asse temporale. Il riaffiorare dei ricordi, i colloqui con i familiari o gli amici scomparsi attivano il dialogo con un passato che non smette di agire nel presente. Nel serbatoio della memoria, il fermo immagine elegiaco si stempera in ironia o inciampa nella storia collettiva (le guerre, le migrazioni, il covid…). Con i suoi gesti quotidiani – comprare il pane e il giornale, il caffè del mattino e i piaceri della tavola, e poi l’accesa passione per lo sport, i viaggi e gli incontri occasionali -, il presente diventa sulla pagina lo specchio di una realtà che sfugge i tentativi di decifrazione, si presta a equivoci e ambiguità, entra in una zona d’ombra. E pur muovendosi negli enigmi del paesaggio, disorientati tra le nebbioline di Modena o le biforcazioni di strade mai imboccate, può accadere che nella «fuga inesorabile del tempo» si riaccenda improvviso il dettaglio di un ricordo, qualcosa in grado di mitigare le ansie, le mancanze





domenica 28 dicembre 2025

SILLABARIO DEL TERRIBILE INCANTO di Kamil Sanders (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)

 "Sillabario del Terribile Incanto" è un viaggio viscerale nell'amore, nel corpo e nell'identità. Kamil Sanders, artista e poeta, firma la sua opera prima di poesia con uno stile che unisce la delicatezza lirica alla crudezza della vita moderna. Questa raccolta è un "sillabario" per decifrare le nostre ferite e la nostra bellezza. Miti antichi—Narciso , Dafne , Penelope —dialogano con la disforia, la tenerezza e la solitudine contemporanea. Le poesie, accompagnate dalle suggestive illustrazioni dell'autore , non cercano un piedistallo, ma una connessione autentica. È un libro che parla a chi cerca di "germinare" nonostante tutto, trovando nell'amore e nel dolore un "terribile incanto". Una voce nuova, potente e necessaria nel panorama letterario emergente



Kamil Sanders è nato nel 1998 a Venezia, dopo avere conseguito la maturità classica si trasferisce a Milano dove frequenta l’indirizzo di pittura dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2023 pubblica il suo primo testo saggistico per la collana Calibano di Prospero Editore: Tradizione e Trasgressione. Note dall’India per un’arte indipendente. Nel 2024 vince il premio Europa in Versi Giovani. Attualmente frequenta il biennio di Arti Visive e Studi Curatoriali alla Naba di Milano e lavora come curatore indipendente. SILLABARIO DEL TERRIBILE INCANTO è la sua prima pubblicazione di poesie




sabato 27 dicembre 2025

Eri neve e ti sei sciolta di Elena Mearini (Re Nudo)

 «Maya, oltre ad avere incarnato l’altra me, quella più autentica e riuscita, è stata la mia creatura-figlia, la prima anima a cui ogni giorno riservavo pensiero e cura. Con la sua scomparsa, si è frantumato di colpo il senso fondante del mio sguardo e del mio respiro». Così scrive Elena Mearini, autrice di un libro che - oltre ad essere l’epitaffio sgomento di una perdita - ci parla di un’uguaglianza stupefacente, quanto incomunicabile e terribile, tra noi e le bestie, tra chi apparentemente comanda e chi apparentemente obbedisce: cambia il punto di vista e cambiandolo scopre la fragilità d’ogni progresso, d’ogni civiltà, d’ogni cultura e della natura stessa così come la conosciamo: di ognuno di noi, d’ogni cosa nel mondo. Sia che si parli, sia che si abbai, la domanda in realtà è la medesima e non c’è semiotica o grammatica con cui sia possibile darle risposta: come possiamo tornare, da quale ferita si passa?




Il rapimento di Proserpina. Testo latino a fronte di Claudio Claudiano a cura Milo De Angelis ( La nave di Teseo)

  Nella tensione perpetua tra fuochi accesi del desiderio e l’oscurità del destino che invade il mondo,   Il rapimento di Proserpina   torna...

Milano