Con questo libro di poesie, tradotto ora per la prima volta in italiano dopo settant'anni, nel 1955 Lawrence Ferlinghetti esordì al tempo stesso come poeta e come editore, dando inizio alla casa editrice City Lights e, di fatto, alla Beat generation. Ventisette componimenti che, come suggerisce il titolo del volume, formano un album di istantanee dai toni ora ironici ora nostalgici, a volte elegiaci altre decisamente comici. Scritte, come racconta l'autore, «nell'arco di un brevissimo periodo a San Francisco, subito dopo aver trascorso quattro anni in Francia come veterano della seconda guerra mondiale», queste poesie hanno fatto conoscere una voce letteraria unica e inconfondibile, e presentano già temi, stili, allusioni che Ferlinghetti continuerà a riproporre
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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domenica 2 marzo 2025
sabato 1 marzo 2025
Cadere nutre la terra. Poesie 1976-2022 di Giuseppe Goffredo (Poiesis)
Questa antologia poetica testimonia dello spazio conquistato negli anni dalla poesia di Giuseppe Goffredo. Essa raccoglie testi che vanno dal 1976 al 2022. Così ricompone intere parti - anche se non tutte - di un percorso che ci accoglie come vecchi amici da Poesie di Provincia fino a Cadere nutre la terra, un percorso che si dipana andando avanti nel tempo lungo quarant'anni di poesia che non ci si stanca di leggerla tanto è vita. Questo va ricordato. Qui c'è una caparbia, integra e generosa ricerca di presenza al mondo. Giorgio Manacorda usa, per questo aspetto della poesia di Giuseppe Goffredo, la parola 'engagement'. Termine quasi troppo aggraziato per designare lo scompiglio che la abita, la brace che la scotta, l'inquietudine interiore che la arrovella. Eppure termine corretto. L'impegno civile di Goffredo è DNA fattosi inchiostro. Non è dichiarazione o formula intellettuale. È moto viscerale e lucida, pensata determinazione. Tutto questo scorre nei versi di Giuseppe Goffredo. Una poesia, osserva Alfonso Berardinelli, "che riesce a dire come fosse la prima volta". Nella poesia di Giuseppe Goffredo tutto è detto col candido denudamento di una parola vergine. Come se egli fosse condannato ad essere il primo e l'ultimo testimone dell'esistenza. Giuseppe Goffredo l'esprime con un 'tono' e un ritmo tutti suoi. Non che non vi sia parentela letteraria con altri poeti. Vari autori hanno citato spesso, a questo proposito, Rocco Scotellaro o Andrea Zanzotto. Ce ne sarebbero altri ancora da citare tra quelli - del mondo mediterraneo e orientale si pensi a Mahmoud Darwish - che Giuseppe Goffredo sente profondamente affini. Tuttavia, qualcosa nella sua poesia è restia a collocamenti e raffronti. Ma di altro. Questa non la rende più 'speciale' di altre, ma la rende 'libera'. Un poesia 'mirabile', scriveva Dario Bellezza. Una voce dal Sud che oltrepassa periferie e frontiere
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