«Dimmi, a cosa stai pensando?» è un viaggio tra le sfumature dell'animo umano. Si parte dal «porto sicuro», e dall'io narrante della sezione "L'eroe disarmato", fino al dolore e ai «cancelli arrugginiti» dell'ultima "Fiore appassito", passando per un "tu" protagonista nella "Musa inesauribile", «un'altra maga dell'Odissea». Vi sono gli strascichi di un amore finito, «che si vive dall'interno» in "Influssi e influenze", ma anche la disposizione dello spirito a coltivare involontariamente una relazione defunta, piena di contraddizioni e di «cicatrici di luce» in "Osmosi". Serve un'etichetta per poter amare? Serve dirsi qualcosa per il trionfo dell'amore? "Ubriacatura" è l'inno della follia, del sonno della ragione, della ribellione. «Un amore servo della Natura», figlio dell'istinto, «come il "Prigione ribelle" del Buonarroti». Infine, un omaggio al Maestro Giacomo Puccini, che cerca «l'amore che dà gioia e fa soffrire», in seguito al centenario della sua morte: il "compositore delle emozioni" viene celebrato con i testi "Bohème", "Tosca" e "Turandot", che «detesta amare ed essere amata».
Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
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