Il PASSATO E' IL PROLOGO ...
mercoledì 31 dicembre 2025
martedì 30 dicembre 2025
Vita nova di Louise Glück (Il Saggiatore)
Al centro di Vita nova c’è una rinascita, una primavera dolceamara che sboccia dal terreno scuro del dolore e della perdita. La protagonista di questa raccolta è una donna che esce da un amore esaurito, che attraversa la rottura e la penosa spartizione degli oggetti posseduti dalla coppia, che si confronta con errori e traumi della gioventù e riflette sull’autenticità delle emozioni di un tempo. Persa tra i ricordi e il presente, naviga il tormento accanto a Didone, cammina con Euridice tra la luce e l’oscurità e osserva con Francesca quanto a lungo può ardere il fuoco di un amore eterno. Scopre così che le eroine del mito e della letteratura sono parte del suo – come del nostro – alfabeto interiore: veicoli di sentimenti impossibili da esprimere senza il loro ausilio. Intensa ma sempre asciutta e levigata, la poesia di Louise Glück fonde il mondo reale e quello simbolico per raccontare esperienze personali e al contempo universali. Queste pagine dipingono così, con pochi limpidi tratti, un quadro inesauribile della vita dopo la morte, che può essere «nuova» solo se affonda le radici in ciò che è stato
lunedì 29 dicembre 2025
Alberto Bertoni è autore di Semplici abbandoni (Einaudi)
Alberto Bertoni scrive partendo da minimi eventi personali, con riferimenti concreti alla vita di tutti i giorni, in luoghi precisi; ma presto il dato autobiografico deborda dallo spazio interiore e si muove rapido lungo l’asse temporale. Il riaffiorare dei ricordi, i colloqui con i familiari o gli amici scomparsi attivano il dialogo con un passato che non smette di agire nel presente. Nel serbatoio della memoria, il fermo immagine elegiaco si stempera in ironia o inciampa nella storia collettiva (le guerre, le migrazioni, il covid…). Con i suoi gesti quotidiani – comprare il pane e il giornale, il caffè del mattino e i piaceri della tavola, e poi l’accesa passione per lo sport, i viaggi e gli incontri occasionali -, il presente diventa sulla pagina lo specchio di una realtà che sfugge i tentativi di decifrazione, si presta a equivoci e ambiguità, entra in una zona d’ombra. E pur muovendosi negli enigmi del paesaggio, disorientati tra le nebbioline di Modena o le biforcazioni di strade mai imboccate, può accadere che nella «fuga inesorabile del tempo» si riaccenda improvviso il dettaglio di un ricordo, qualcosa in grado di mitigare le ansie, le mancanze
domenica 28 dicembre 2025
SILLABARIO DEL TERRIBILE INCANTO di Kamil Sanders (I Quaderni del Bardo Edizioni di Stefano Donno)
"Sillabario del Terribile Incanto" è un viaggio viscerale nell'amore, nel corpo e nell'identità. Kamil Sanders, artista e poeta, firma la sua opera prima di poesia con uno stile che unisce la delicatezza lirica alla crudezza della vita moderna. Questa raccolta è un "sillabario" per decifrare le nostre ferite e la nostra bellezza. Miti antichi—Narciso , Dafne , Penelope —dialogano con la disforia, la tenerezza e la solitudine contemporanea. Le poesie, accompagnate dalle suggestive illustrazioni dell'autore , non cercano un piedistallo, ma una connessione autentica. È un libro che parla a chi cerca di "germinare" nonostante tutto, trovando nell'amore e nel dolore un "terribile incanto". Una voce nuova, potente e necessaria nel panorama letterario emergente
sabato 27 dicembre 2025
Eri neve e ti sei sciolta di Elena Mearini (Re Nudo)
«Maya, oltre ad avere incarnato l’altra me, quella più autentica e riuscita, è stata la mia creatura-figlia, la prima anima a cui ogni giorno riservavo pensiero e cura. Con la sua scomparsa, si è frantumato di colpo il senso fondante del mio sguardo e del mio respiro». Così scrive Elena Mearini, autrice di un libro che - oltre ad essere l’epitaffio sgomento di una perdita - ci parla di un’uguaglianza stupefacente, quanto incomunicabile e terribile, tra noi e le bestie, tra chi apparentemente comanda e chi apparentemente obbedisce: cambia il punto di vista e cambiandolo scopre la fragilità d’ogni progresso, d’ogni civiltà, d’ogni cultura e della natura stessa così come la conosciamo: di ognuno di noi, d’ogni cosa nel mondo. Sia che si parli, sia che si abbai, la domanda in realtà è la medesima e non c’è semiotica o grammatica con cui sia possibile darle risposta: come possiamo tornare, da quale ferita si passa?
venerdì 26 dicembre 2025
giovedì 25 dicembre 2025
martedì 23 dicembre 2025
lunedì 22 dicembre 2025
mercoledì 17 dicembre 2025
Stazioni. Ediz. multilingue di Seamus Heaney (Molesini Editore)
Stations è una silloge di 21 prose poetiche di Seamus Heaney pubblicata a Belfast da Ulsterman Publications nel 1975. Nello stesso anno a Londra Faber dà alla stampa una delle raccolte più importanti del poeta irlandese, North. Non soprende che la critica abbia accostato queste due opere, individuando nelle prose di Stations un resconto dell’esperienza personale di Heaney più «democratico», per così dire, rispetto a quello dei versi di North. Un esperimento che resta però unico nell’opera del futuro premio Nobel – bisognerà aspettare, infatti, l’undicesimo e penultimo libro di versi di Heaney, District & Circle (2006), per ritrovare prose poetiche
martedì 16 dicembre 2025
lunedì 15 dicembre 2025
Davaj - Michele Trizio (puntoacapo Editrice)
“In un mondo depredato dei fatti [in cui] la lingua / dice un fragile biancore frammentato pallido allo stremo”, siamo nella ritirata delle parole. Cadono dalle ma ni, dalle bocche, si tengono strette nel pugno stanco. Una campagna di Russia ci costringe al doppio ordine del male: la certezza della sconfitta e l’incerto orizzonte del ritorno. Così Davaj è l’esortazione, l’invito a procedere, a farsi forza quanto più le cose si ritirano, mentre una voce prova a resistere con ostinazione, nella memo ria di un cuore. Costretta a incedere verso un traguardo non trionfale, la necessità delle parole – il suo concorso alla determinazione di un significato – è insieme discussa e custodita dal dubbio vitale di una parentesi. Come nella scienza della ricostruzione dei testi, tra questi versi non ci si rassegna mai veramente al perduto: il senso spesso è chiamato a offrire desiderose supplen ze alle lacune del discorso. L’esperienza sembra giunge re in soccorso da un vissuto che misteriosamente tutti possiamo ricordare. Ogni perdita si riconosce dal vuoto che lascia all’interpretazione e ogni parola indovinata deve contrattare la sua insostituibilità, com’è – in fondo – proprio della poesia. (M.T.)
L'Autore:
Michele Trizio (Bari, 1979) insegna filosofia antica e medievale presso l’Università di Bari. Ha esordito con la raccolta Cenere del Risveglio (Marco Saya Editore, 2024). Suoi inediti sono apparsi sulle riviste Avamposto (serie I n. 1, maggio 2022 e online), Atelier Poesia (online), minima (2024/1) e Doppia Esposizione. La presente raccolta è risultata vincitrice, come inedito, del Premio Bologna in Lettere 2025
domenica 14 dicembre 2025
Come l'acqua di Anne Carson (Crocetti)
«Autrice formatasi sui classici greci e latini, Anne Carson pubblicò proprio trent'anni fa un volume, ora tradotto integralmente, che anticipò la tendenza (o la moda) della commistione dei generi. Una celebrazione dell'elemento liquido.» - Roberto Galaverni, La Lettura
sabato 13 dicembre 2025
Incanto e disincanto. Voci della poesia italiana del Novecento di Paolo Ruffilli (Il ramo e la foglia edizioni)
La letteratura italiana, nel corso del Novecento, ha nella poesia il genere di maggiore creatività e di più alti risultati. In Italia, quasi esclusivamente ai poeti è toccato il compito di tradurre in elaborazione letteraria la complessa crisi di identità (di frantumazione dell’io) che contraddistingue il nostro tempo. La perdita delle coordinate, la consapevolezza del moto di deriva dentro il mistero della vita, la riflessione esistenziale, il tentativo di ricomposizione di un ordine minimo, trovano soluzioni diverse e complementari, dentro il grande laboratorio della lingua italiana. Una vitalità sorprendente, una molteplicità di esperienze, una varietà di modi contrassegnano la produzione: per quantità e qualità la poesia è trainante rispetto a tutto il resto ed è lo specchio della ricerca stilistica più avanzata, con un’energia dispiegatasi in tematiche, sperimentazioni ed elaborazioni, in un serrato e produttivo confronto delle principali prove, senza remore di scuole o tendenze. Al di là di tutte le possibili riduzioni ricapitolative e astratte di linea, assunto, movimento o gruppo, ciò che davvero conta in assoluto è l’originale esperienza creativa di ogni singolo scrittore
venerdì 12 dicembre 2025
giovedì 11 dicembre 2025
mercoledì 10 dicembre 2025
martedì 9 dicembre 2025
lunedì 8 dicembre 2025
domenica 7 dicembre 2025
sabato 6 dicembre 2025
venerdì 5 dicembre 2025
Il semplice automatismo dei desideri di Amerigo Verardi (Collettiva Edizioni)
Nel suo nuovo libro, Amerigo Verardi ci consegna un grande flusso di coscienza. Fedele, per forma e contenuti, alla corrente della Beat Generation, il testo è quasi del tutto privo di punteggiatura: il punto non separa né interrompe il discorso, ma ne segue le virate, si fa ponte del pensiero. Ampio è il raggio d’azione entro il quale si muove l’autore: la denuncia sociale, le guerre, le contraddizioni delle religioni, le altezze e le miserie dell’umano. Calato nella quotidianità, ne intercetta i gesti fallati, non senza una punta di sarcasmo. Ma è anche un Verardi intimo quello che emerge, nei ricordi vissuti, nei sentimenti che affiorano, nelle crepe che racconta: “non è di medicine che siamo fatti ma è di chimica che abbiamo bisogno”. Tema portante è la spiritualità, che non viene restituita come dimensione astratta, ma come gesto quotidiano: Il semplice automatismo dei desideri, appunto. Non un automatismo del possesso o del piacere, ma un moto dettato dal cuore, libero dalla logica e dal tornaconto: “l’ingegno di un cuore enorme il semplice automatismo dei desideri andare felici verso un ammaraggio di fortuna se tu sei se io sono”. L’automatismo diventa così coscienza, spontaneità del fare che si trasforma in rito quotidiano, ancora e al tempo stesso eleva, perché radicato nell’essere. È qui la chiave della spiritualità alla quale tende il poeta. Nel ritmo e nell’urgenza del dire si può ravvisare un’eco dell’Urlo di Allen Ginsberg. Il libro è suddiviso in quattro sezioni, più una, denominate secondo le ere induiste: Età dell’Oro (Satya Yuga), Età dell’Argento (Treta Yuga), Età del Bronzo (Dvapara Yuga), Età del Ferro (Kali Yuga), per poi tornare, nell’ultima parte, nuovamente all’Età dell’Oro, a chiudere il cerchio. Un approdo, un auspicio
giovedì 4 dicembre 2025
mercoledì 3 dicembre 2025
martedì 2 dicembre 2025
lunedì 1 dicembre 2025
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Se ricamassi il tempo di Nikollë Loka: poesia e riflessione sul tempo
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Alberto Bertoni scrive partendo da minimi eventi personali, con riferimenti concreti alla vita di tutti i giorni, in luoghi precisi; ma pr...








